Petrolio e rinnovabili, M5S Basilicata: “Serve un Fondo strategico regionale sul modello norvegese per costruire il futuro della Basilicata”

POTENZA – La Basilicata deve aprire una nuova fase nella gestione delle risorse derivanti da petrolio, gas e fonti rinnovabili, superando la logica dell’emergenza e della spesa corrente per costruire una strategia di sviluppo di lungo periodo. È quanto sostengono le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Alessia Araneo e Viviana Verri, che chiedono l’istituzione di un Fondo strategico regionale ispirato, nelle dovute proporzioni, al modello adottato dalla Norvegia per valorizzare le rendite energetiche.
Secondo le esponenti pentastellate, la recente revisione degli accordi con il Governo rappresenta un’occasione importante per affrontare quella che definiscono una questione politica centrale: garantire che la ricchezza prodotta dal sottosuolo lucano ritorni al territorio attraverso una gestione stabile, trasparente e orientata alle future generazioni.
“Per troppi anni royalties, compensazioni e risorse collegate alle attività estrattive sono state utilizzate per rispondere a esigenze immediate, sostenere i bilanci o finanziare interventi scollegati tra loro – affermano Araneo e Verri –. Un approccio che ha alimentato la dipendenza dalla rendita petrolifera, frammentato la programmazione e prodotto risultati inferiori alle aspettative dei cittadini”.
Le consigliere ricordano come la Basilicata continui a fornire un contributo significativo alla sicurezza energetica nazionale, sottolineando però che questo ruolo ha comportato costi ambientali e territoriali sostenuti quotidianamente dalle comunità locali. Da qui la necessità, sostengono, di trasformare le entrate derivanti dalle attività energetiche in investimenti capaci di generare benefici duraturi.
Tra le proposte avanzate figurano il rafforzamento dell’autonomia energetica attraverso le fonti rinnovabili, la creazione di un Fondo regionale separato dal bilancio ordinario e alimentato da una quota stabile delle royalties, dalle compensazioni ambientali, da eventuali nuove risorse negoziate con il Governo e dalla riprogrammazione delle somme ancora disponibili legate agli accordi petroliferi. A ciò si affiancherebbe un programma strutturato di decarbonizzazione.
“La Norvegia ha saputo trasformare una rendita temporanea in un patrimonio pubblico di lungo periodo – spiegano –. Anche la Basilicata deve compiere un salto politico e culturale: utilizzare le royalties come entrata ordinaria significa consumare il futuro, mentre una programmazione rigorosa e trasparente può favorire una maggiore autonomia regionale e accompagnare l’uscita dal fossile”.
Araneo e Verri chiedono inoltre che la Giunta regionale presenti in Consiglio una relazione dettagliata sullo stato di attuazione degli accordi petroliferi, indicando risorse incassate, interventi finanziati, progetti completati, somme ancora disponibili, criticità aperte e misure annunciate ma non ancora realizzate.
Le consigliere estendono il ragionamento anche alle energie rinnovabili. “L’eolico e il fotovoltaico che si sviluppano sul territorio lucano generano profitti rilevanti, spesso a vantaggio di soggetti esterni alla regione. Occorre una nuova architettura degli accordi con i grandi operatori energetici, che garantisca compensazioni adeguate e un reale ritorno economico e occupazionale per i cittadini lucani”.
Per il Movimento 5 Stelle la transizione energetica deve tradursi in uno sviluppo equo e condiviso, accompagnato da criteri rigorosi di tutela ambientale e da una pianificazione paesaggistica capace di proteggere le aree agricole e di pregio naturalistico da fenomeni speculativi.
“La Basilicata ha già dato moltissimo al Paese – concludono Araneo e Verri –. È arrivato il momento di costruire una nuova architettura degli accordi energetici, coinvolgendo Consiglio regionale, Comuni, comunità locali, università, parti sociali, associazioni e sistema produttivo, per restituire dignità politica alla regione e prospettive concrete alle future generazioni”.

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