Petrolio, opposizioni contro Meloni: «Toni inaccettabili, Bardi dica se condivide l’aumento delle estrazioni»

POTENZA – Duro intervento delle consigliere e dei consiglieri regionali di minoranza Alessia Araneo, Antonio Bochicchio, Angelo Chiorazzo, Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza, Piero Marrese, Viviana Verri e Giovanni Vizziello dopo le dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul petrolio lucano pronunciate dal palco di Bari.

«La presidente Meloni ha usato toni e contenuti inaccettabili sulla vicenda petrolio in Basilicata», affermano gli esponenti dell’opposizione, secondo i quali le parole della premier lascerebbero intravedere «un possibile via libera all’aumento delle estrazioni», in una fase particolarmente delicata anche in vista della scadenza delle concessioni prevista nel 2029.

I consiglieri ricordano inoltre che nelle scorse settimane la Giunta regionale ha dato il via libera a due permessi di ricerca per idrocarburi, «senza un voto del Consiglio regionale e con la contrarietà dei sindaci». Un metodo sul quale le opposizioni annunciano una netta contrarietà: «Non faremo sconti di alcun tipo, perché sulla testa delle lucane e dei lucani non si passerà».

Nel mirino anche la sede scelta per affrontare un tema considerato strategico per il futuro della regione. Secondo i consiglieri, una questione così delicata non può essere affrontata «durante una manifestazione di propaganda politica» ma richiede attenzione, rigore e partecipazione, ricercando un equilibrio tra tutela della salute, lavoro, sviluppo e interesse nazionale.

L’opposizione richiama anche il contributo che la Basilicata fornisce da anni al sistema energetico del Paese, sottolineando come la regione continui contemporaneamente a fare i conti con carenze infrastrutturali e un elevato tasso di emigrazione.

«Siamo pronti ad affrontare una discussione trasparente, con responsabilità e pragmatismo – proseguono – nella convinzione che la transizione ecologica ed energetica rappresenti insieme una questione industriale e l’occasione per costruire un modello più avanzato dal punto di vista della giustizia sociale e climatica».

I consiglieri richiamano anche le posizioni assunte in passato dalla stessa Meloni sul tema delle trivellazioni, a partire dal referendum del 2016, quando l’attuale presidente del Consiglio si schierò a favore del “Sì”, contestando le politiche energetiche del Governo Renzi.

Da qui la richiesta diretta al presidente della Regione Vito Bardi. «Mentre Bardi parla di programmare il futuro, dal palco di Bari Giorgia Meloni annuncia l’intenzione di aumentare la produzione nazionale di petrolio affermando che non avrebbe senso comprarlo all’estero se lo abbiamo in Basilicata. Una dichiarazione che chiama direttamente in causa il futuro della nostra regione e sulla quale Bardi non può restare in silenzio».

Le opposizioni chiedono quindi al governatore di chiarire «se fosse a conoscenza di questo progetto, se lo condivida e soprattutto quando intenda aprire un confronto democratico con i lucani».

«Non è accettabile – aggiungono – che decisioni fondamentali sull’utilizzo delle risorse naturali della Basilicata vengano annunciate da un palco fuori regione senza che i cittadini siano preventivamente informati e coinvolti. Questa terra ha già dato moltissimo al Paese in termini di produzione energetica e impatto ambientale e non può continuare a essere considerata semplicemente un giacimento da sfruttare».

Critiche anche alla gestione delle risorse derivanti dal petrolio da parte del governo regionale. Secondo i consiglieri, anziché essere trasformate in investimenti, infrastrutture, occupazione e opportunità per contrastare lo spopolamento, le risorse sarebbero state più volte riallocate «per coprire emergenze, buchi di bilancio e progetti falliti».

«La Basilicata non ha bisogno di celebrazioni o autocelebrazioni – concludono Araneo, Bochicchio, Chiorazzo, Cifarelli, Lacorazza, Marrese, Verri e Vizziello – ma di lavoro, sanità pubblica, infrastrutture, servizi, investimenti e di una strategia capace di utilizzare le sue straordinarie risorse per costruire sviluppo e futuro».

Per le opposizioni è dunque necessario aprire una nuova fase politica, «rimettendo al centro programmazione, trasparenza, partecipazione e buona amministrazione» e restituendo ai lucani «il diritto di scegliere il proprio futuro».

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