PMC Automotive di Melfi, M5s: “Cento giorni di presidio”

Araneo e Verri: una vertenza che interpella la coscienza collettiva. Il lavoro non si liquida, si difende

POTENZA – “Sono trascorsi cento giorni da quando è iniziato il presidio permanente dinanzi ai cancelli della PMC Automotive di Melfi. Quasi altrettanti per i lavoratori della Tiberina. Cento giorni e cento notti consumate nelle tende, sfidando il gelo, la pioggia battente, attraversando le festività e i lunghi mesi dell’attesa, per difendere un principio tanto semplice quanto fondamentale: il diritto al lavoro e alla dignità della persona. Non si tratta di una vertenza ordinaria. Come ha autorevolmente osservato il vescovo della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, siamo di fronte a un autentico terremoto sociale”. Lo dichiarano Alessia Araneo e Viviana Verri, consigliere regionali del M5s.

“Quando il lavoro viene meno – proseguono – non sono soltanto i bilanci aziendali o l’economia di un territorio a crollare: sono le persone stesse a vacillare, la loro sicurezza esistenziale, la loro dignità, la possibilità medesima di immaginare un futuro degno di questo nome. Da questi cancelli si leva da tempo un appello nitido e pressante: fate presto. Un appello che i lavoratori rivolgono alle istituzioni e che il Movimento 5 Stelle ha raccolto sin dal primo momento, garantendo una presenza costante, non episodica né strumentale, accanto a chi resiste con dignità e determinazione. Dormire in tenda non è un gesto meramente simbolico: è una scelta di lotta civile e morale. È la determinazione di uomini e donne che, pur trovandosi spesso alle soglie dell’età pensionabile, rifiutano le cosiddette “buone uscite”, consapevoli che il lavoro non è una merce da liquidare. Lottano per sé stessi, ma anche per i propri figli, per le generazioni future, per un territorio che non vuole essere condannato alla precarietà permanente”.

“In questi mesi – evidenziano Araneo e Verri – il Movimento 5 Stelle, insieme alle altre forze di opposizione, ha esercitato una pressione politica costante e rigorosa affinché queste vertenze non venissero rimosse dall’agenda pubblica o ridotte a mera emergenza sociale. È stata l’opposizione a mantenere alta l’attenzione sulla crisi dell’indotto Stellantis, a sollecitare atti concreti, a incalzare la Giunta regionale e a pretendere che la politica lucana si assumesse finalmente la responsabilità di affrontare in modo organico e strutturale la crisi industriale in atto. Abbiamo dovuto attendere quasi un anno per ottenere la convocazione di un Consiglio regionale straordinario dedicato a queste vertenze. Un tempo inaccettabile, durante il quale lavoratrici e lavoratori hanno continuato a presidiare i cancelli, pagando il prezzo dell’incertezza e dell’abbandono istituzionale. Eppure, grazie all’azione insistente delle opposizioni e all’impegno del Movimento 5 Stelle, la maggioranza è stata infine costretta ad assumere un impegno politico chiaro e verificabile. Il Consiglio regionale della Basilicata ha infatti approvato all’unanimità una risoluzione che impegna la Giunta a farsi parte attiva nei confronti di Stellantis e del Ministero del Lavoro, al fine di individuare soluzioni produttive concrete e durature per le lavoratrici e i lavoratori di Stellantis e dell’intero indotto. Si tratta di un atto significativo, che segna un punto di avanzamento politico e afferma un principio per noi irrinunciabile: gli ammortizzatori sociali non possono costituire il punto di arrivo, bensì unicamente uno strumento temporaneo verso la continuità produttiva e occupazionale”.

“Ora – spiegano – ci troviamo dinanzi a un passaggio decisivo. Il tavolo di confronto previsto per domani, 21 gennaio, rappresenta un banco di prova fondamentale. Ci aspettiamo che da quel confronto emergano finalmente risposte autentiche, soluzioni di lavoro vero e non di mera assistenza. I lavoratori chiedono produzione, prospettiva, futuro. E su questo terreno misureremo la serietà e la concretezza degli impegni assunti. Come consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, continueremo a svolgere il nostro ruolo, dentro e fuori le istituzioni. Continueremo a vigilare affinché la risoluzione votata all’unanimità non resti un atto formale, ma si traduca in decisioni concrete e verificabili. Continueremo a stare accanto a queste lavoratrici e a questi lavoratori, convinte che la politica abbia senso soltanto se pone autenticamente al centro l’essere umano, la dignità e il lavoro”.

“La Basilicata – concludono Araneo e Verri – non è una periferia sacrificabile sull’altare della razionalizzazione industriale. Il lavoro non è un costo da comprimere o eliminare. È ciò che tiene insieme le comunità, i diritti fondamentali e la possibilità stessa di un futuro condiviso. E su questo non siamo disposte a fare alcun passo indietro”.

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