Potenza, arrestato 39enne per atti persecutori: decisivo l’intervento dei Carabinieri dopo la chiamata al 112

POTENZA – Prosegue senza sosta l’attività dei Carabinieri del Comando Provinciale di Potenza nel contrasto ai reati legati alla violenza di genere, settore che vede l’Arma impegnata quotidianamente nella tutela delle vittime e nella protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione. In questo contesto, nella notte del 4 febbraio, i militari di una Stazione Carabinieri situata a nord del capoluogo hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 39 anni, ritenuto responsabile di atti persecutori.

L’intervento è scattato a seguito di una richiesta di aiuto giunta al Numero Unico di Emergenza 112 da parte di una giovane donna. La vittima, secondo quanto ricostruito, da agosto scorso sarebbe stata sottoposta a ripetute vessazioni e pressioni psicologiche da parte dell’ex compagno. L’allarme è stato lanciato dopo l’ennesimo messaggio intimidatorio con cui l’uomo le imponeva un incontro immediato sotto la propria abitazione.

La tempestività dei militari ha consentito di raggiungere il luogo segnalato in pochi minuti, sorprendendo il 39enne ancora appostato nella sua autovettura nei pressi dell’abitazione della donna. L’immediata ricostruzione dei fatti, supportata dalla denuncia-querela presentata dalla vittima, ha permesso di delineare un quadro di comportamenti persecutori protratti nel tempo, nati dalla fine della relazione e culminati nell’episodio notturno che ha fatto temere per l’incolumità della giovane.

Dopo le formalità di rito negli uffici dell’Arma, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Nella giornata odierna il Gip del Tribunale di Potenza ha convalidato l’arresto, applicando nei confronti dell’indagato la misura cautelare del divieto di dimora e del divieto di avvicinamento alla vittima, con l’apposizione del braccialetto elettronico.

Le autorità ricordano che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. L’episodio evidenzia ancora una volta l’importanza della tempestiva segnalazione al 112 e il ruolo fondamentale del presidio territoriale garantito dalle Stazioni dei Carabinieri, la cui rapidità di intervento e l’applicazione delle procedure di “Codice Rosso” rappresentano strumenti essenziali per prevenire conseguenze più gravi e assicurare una tutela concreta alle vittime.

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