Potenza, sede CIP a rischio: Polese (IV) e i consiglieri comunali di opposizione chiedono il ritiro dello sfratto

POTENZA – Tiene banco a Potenza la vicenda della sede del Comitato Italiano Paralimpico di via Verona, dopo la comunicazione di recesso anticipato dal contratto di concessione da parte dell’amministrazione comunale. Una decisione che ha sollevato dure reazioni sia a livello regionale che comunale.

A esprimere “forte preoccupazione e vivo rammarico” è il capogruppo regionale di Orgoglio Lucano – Italia Viva, Mario Polese, che parla di un provvedimento capace di “indebolire un presidio fondamentale di inclusione e dignità”, proprio mentre lo sport paralimpico rappresenta “una delle eccellenze più luminose del Paese”. Polese richiama anche le recenti emozioni dei Giochi di Milano Cortina 2026, sottolineando il valore degli atleti paralimpici come simbolo di resilienza e orgoglio nazionale.

Secondo l’esponente di Italia Viva, la sede del CIP non è “un semplice ufficio amministrativo”, ma “il cuore pulsante di una comunità”, frutto di anni di impegno civile. Da qui la richiesta all’amministrazione comunale e al sindaco Vincenzo Telesca di sospendere il provvedimento e aprire un tavolo di confronto, individuando soluzioni alternative che garantiscano la continuità operativa del Comitato.

Ancora più dura la posizione dei consiglieri comunali di opposizione, che parlano di “ennesimo atto di arroganza politica e totale incoerenza” da parte dell’amministrazione. Secondo l’opposizione, la motivazione legata alla riorganizzazione degli uffici comunali sarebbe “un pretesto”, che nasconderebbe invece difficoltà gestionali e carenze strutturali dell’ente.

I consiglieri denunciano quella che definiscono una scelta deliberata di colpire “una realtà simbolo di inclusione”, accusando l’amministrazione di contraddire nei fatti i principi di attenzione sociale e tutela delle persone con disabilità. “Altro che inclusione – affermano – siamo di fronte a uno schiaffo a chi ogni giorno lavora per abbattere barriere e costruire integrazione”.

Da qui la richiesta di ritiro immediato del provvedimento e di chiarimenti sulle reali motivazioni della decisione, oltre che sulle eventuali alternative logistiche e organizzative. “Potenza merita risposte serie, non giustificazioni di facciata”, concludono.

La vicenda resta dunque al centro del dibattito politico cittadino, con il futuro della sede del Comitato Paralimpico che appare ancora incerto.

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