POTENZA – Il Tribunale di Potenza, Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta congiunta della Questura e della Procura Distrettuale, ha disposto il sequestro di prevenzione di beni immobili, beni mobili registrati, conti correnti bancari, oggetti preziosi e di un’attività commerciale riconducibili, direttamente o indirettamente, a G.E., in vista delle successive valutazioni ai fini della confisca.
Il provvedimento è stato eseguito il 22 settembre dalla Questura di Potenza e rappresenta l’esito di una complessa attività di accertamento patrimoniale condotta dalla Sezione Misure di Prevenzione della Divisione Anticrimine, nell’ambito dell’azione di contrasto ai patrimoni ritenuti di illecita provenienza.
Le verifiche, svolte per oltre un anno, hanno portato alla formulazione di una proposta di misura di prevenzione patrimoniale e personale sottoscritta congiuntamente dal Procuratore della Repubblica di Potenza, Francesco Curcio Falvo, e dal Questore, Giuseppe Gargiulo.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il patrimonio nella disponibilità del destinatario del provvedimento e di soggetti ritenuti suoi prestanome sarebbe risultato sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati e all’attività economica esercitata. La differenza patrimoniale contestata, ricostruita attraverso l’incrocio dei dati, l’analisi dei flussi finanziari, delle dichiarazioni dei redditi e ulteriori verifiche sul posto, ammonterebbe a circa 250mila euro.
Tra i beni sottoposti a sequestro figura anche un’attività commerciale situata nel capoluogo lucano, nei pressi di via del Gallitello. Secondo il quadro indiziario delineato dagli investigatori, il locale sarebbe stato utilizzato anche per attività di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il destinatario della misura patrimoniale risulta infatti gravemente indiziato nell’ambito di un procedimento penale relativo a indagini sul traffico di droga ed è attualmente sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.
L’immobile, l’attività commerciale, i beni mobili registrati, i conti correnti e gli oggetti preziosi sequestrati sono stati affidati a un custode giudiziario, che riferirà al Tribunale in vista delle successive valutazioni sulla eventuale confisca.










































