POTENZA – Il movimento Progetto Civico amplia la propria presenza territoriale e approda ufficialmente in Basilicata, integrando nella propria rete Area Civica, il gruppo che fa riferimento alla vicesindaca di Potenza, Federica D’Andrea. L’annuncio è stato formalizzato nel capoluogo lucano da Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del Comune di Roma e promotore nazionale dell’iniziativa.
Onorato ha illustrato motivazioni e obiettivi dell’adesione, sottolineando come l’operazione punti a federare amministratori e movimenti che non si riconoscono nei partiti tradizionali del centrosinistra. “Stiamo creando una rete di realtà civiche presenti in tutto il Paese, che non si sentono rappresentate dagli attuali partiti della coalizione. Da qui a qualche mese questa rete diventerà la costituente di un nuovo movimento nazionale, che arricchirà l’offerta politica”, ha dichiarato.
Il progetto, già inserito nell’alveo del centrosinistra, dialoga stabilmente con Giuseppe Conte e Elly Schlein in vista delle prossime elezioni amministrative di aprile e maggio. “Presenteremo il nostro simbolo e i nostri candidati. Vogliamo dare centralità ad amministratori che non hanno perso il contatto con le persone e che condividono le difficoltà dei cittadini”, ha spiegato Onorato, marcando la distanza da operazioni civiche utilizzate unicamente come “coperture” per partiti che evitano di presentarsi con i propri simboli. Secondo Onorato, “gli amministratori locali sono spesso gli unici in grado di risolvere problemi complessi, che hanno natura nazionale ma trovano soluzioni concrete sui territori”.
D’Andrea, nominata coordinatrice regionale con Francesco Ciampa nel ruolo di vice, ha definito l’ingresso in Progetto Civico “un passaggio naturale”. “Siamo nati dall’esigenza di partecipazione, di poter incidere nelle assemblee pubbliche. Progetto Civico rappresenta la continuazione nazionale del nostro percorso in Basilicata e valorizza le esperienze di chi è già impegnato nei consigli comunali e nelle associazioni, con l’obiettivo di costruire un futuro diverso per la regione”.
La rete lucana potrà contare sul contributo diretto di quattro amministratori: i consiglieri comunali di Potenza Rocco Pepe, Francesco Rocco Villano, Claudia Marone e Maria Cillo. Temi prioritari: contrasto allo spopolamento, rilancio economico, sostegno alle imprese, ricostruzione di una politica pragmatica dopo anni di distanza dai territori. “La Basilicata vive un’emorragia demografica senza precedenti, mentre nel Paese assistiamo a una gara a chi rappresenta il declino peggiore”, è stato osservato durante la presentazione. Riferimenti sono arrivati anche alla crisi Stellantis, definita “una ferita che grida vendetta”, e al rischio che “l’Italia si trasformi in una gigantesca RSA” se non si interviene sui modelli di sviluppo e sulle politiche giovanili.
Non sono mancati passaggi sulla necessità di “rovesciare il punto di vista”: se il governo nazionale ottiene risultati, questi “valgono per tutti, anche per chi non lo ha votato”. Emerge, tuttavia, una critica netta alla distanza tra politica e territori: “Gli amministratori locali vivono le stesse esigenze dei cittadini perché scelti direttamente da loro, mentre i parlamentari risentono dell’assenza di sezioni e di luoghi reali di confronto”.
Sul piano dell’identità politica, Onorato ha respinto etichette come “partito di centro” o “moderato”: Progetto Civico mira piuttosto a costruire una rete organizzata, basata su comitati civici territoriali (almeno cinque persone per ciascun comune), con punti di riferimento locali e nazionali. Un movimento che intende colmare anche gli spazi lasciati scoperti dalla sinistra, soprattutto sul tema della sicurezza: “La sinistra ha sbagliato lasciando questo tema alla destra. Dobbiamo recuperare credibilità”.
Capitolo giovani: serve “un modello di sviluppo a vent’anni”, non politiche emergenziali o bonus estemporanei, ma condizioni strutturali per costruire opportunità.
Con l’avvio della nuova fase lucana, Progetto Civico punta a consolidarsi come piattaforma politica capace di unire amministrazione, partecipazione e pragmatismo, proponendosi come interlocutore diretto delle comunità locali e come potenziale nuovo soggetto nazionale del centrosinistra.










































