Progetto LucAS, M5S: “Più trasparenza sui dati e tempi certi per la sorveglianza sanitaria nelle aree a rischio”

POTENZA – «Il progetto LucAS rappresenta un’opportunità importante per comprendere il rapporto tra pressioni ambientali e salute dei cittadini lucani, ma i primi risultati devono essere illustrati con maggiore trasparenza e tradursi rapidamente in azioni concrete». È quanto sostengono le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Basilicata, Alessia Araneo e Viviana Verri, intervenendo dopo la presentazione a Potenza della prima fase dell’epidemiologia geografica del progetto che analizza la correlazione tra fonti di pressione ambientale, mortalità e ricoveri nelle aree maggiormente esposte della regione.

Le esponenti pentastellate sottolineano di riconoscere il valore scientifico del lavoro svolto dai ricercatori, ma contestano le modalità con cui la Regione ha comunicato i primi esiti dello studio.

«Il professor Biggeri – affermano – ha spiegato che dalle prime elaborazioni emergono situazioni che richiedono ulteriori approfondimenti. È un approccio rigoroso, proprio della ricerca scientifica, che va rispettato. Diverso è però il compito della politica: quando un comunicato ufficiale parla di “primi dati” senza riportare alcun numero, né indicare aree, indicatori o soglie, ai cittadini resta la sensazione di una comunicazione incompleta».

Araneo e Verri precisano di non voler alimentare allarmismi né attribuire alla ricerca conclusioni che la scienza non ha ancora certificato. Tuttavia evidenziano come il rapporto della prima fase, documento pubblico e consultabile, indichi già alcune aree meritevoli di particolare attenzione, tra cui la Val d’Agri, Tempa Rossa, Melfi e la Valbasento, territori nei quali convivono da anni attività estrattive, industriali e comunità locali.

«Esiste una differenza – osservano – tra il non affermare ciò che ancora non si conosce e il non rendere pubblici gli elementi già elaborati. Omettere dal comunicato ufficiale dati e riferimenti presenti nel documento tecnico non tutela i cittadini, ma rende più difficile comprendere il reale stato della situazione».

Le consigliere del Movimento 5 Stelle esprimono inoltre perplessità rispetto alla dichiarazione della Regione secondo cui “sarà valutato se attivare una sorveglianza attiva”.

«Un progetto come LucAS – sostengono – dovrebbe trasformare i segnali emersi in interventi concreti. Già nel giugno 2025 erano stati richiamati eccessi di mortalità e ospedalizzazione in alcune aree della Basilicata. A distanza di un anno parlare ancora di una sorveglianza subordinata a un “se” rischia di trasformare la prudenza scientifica in un rinvio amministrativo».

Nel documento viene infine richiamato il tema dell’organizzazione sanitaria regionale. Secondo Araneo e Verri, una sorveglianza sanitaria efficace richiede una rete territoriale adeguata di medici, servizi e presidi, in una regione che continua a registrare elevati livelli di mobilità passiva e un progressivo indebolimento dell’assistenza nelle aree interne.

Per questo il gruppo del Movimento 5 Stelle chiede che i risultati del progetto LucAS vengano illustrati nella competente commissione consiliare alla presenza dei ricercatori, affinché diventino patrimonio dell’intero Consiglio regionale. Contestualmente sollecita la definizione di tempi certi e criteri chiari per l’attivazione della sorveglianza sanitaria nelle aree segnalate.

«Il progetto LucAS – concludono Araneo e Verri – potrà rappresentare una vera occasione per la Basilicata soltanto se la conoscenza prodotta verrà restituita integralmente ai cittadini e si tradurrà in precise scelte politiche. La trasparenza, su un tema così delicato, non è un favore alle opposizioni, ma un diritto delle persone».

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