Provenzano: ‘Manifattura e siderurgia pilastri della nostra economia’

ROMA – “L’Italia è la seconda manifattura d’Europa, lo ricordiamo come un vanto. Ora il punto è decidere se vogliamo mantenere questa posizione e magari migliorare oppure no.

Oggi ho incontrato i sindacati dei metalmeccanici, impegnati in questi giorni in una grande prova di partecipazione democratica sul nuovo contratto nazionale: un vero e proprio modello di relazioni industriali, che tiene insieme diritti, formazione e strategia condivisa. È stato un risultato non scontato, che va accolto con grande soddisfazione anche perché fa compiere un passo avanti a tutto il nostro Paese. Con Francesca Re David, Roberto Benaglia e Rocco Palombella, segretari generali di Fiom Cgil Nazionale, Fim Cisl nazionale e Uilm Nazionale abbiamo discusso sia delle principali questioni aziendali aperte, sia delle prospettive sul futuro industriale italiano”.

Lo scrive in una nota social l’ex ministro per il Sud e vice Segretario del PD, Peppe Provenzano

“Il PNRR sarà un passaggio cruciale, per questo deve uscire dal cono d’ombra in cui è scivolato nelle ultime settimane e, in vista della sua definizione, discusso pubblicamente con le forze politiche e le parti sociali. Le risorse europee in arrivo devono essere indirizzate al meglio per rafforzare la capacità produttiva italiana, soprattutto nei settori a più alto contenuto tecnologico e innovativo come quello aerospaziale, i veicoli elettrici e la siderurgia verde. O le linee di intervento del Piano le grandi crisi e i nodi aperti sugli asset strategici dello sviluppo nazionale o rimaranno come tanti caciocavalli appesi. Due esempi, più attuali.

La transizione ecologica apre opportunità nuove, a partire dal settore automotive dove l’evoluzione verso l’elettrico e i nuovi modelli di mobilità andrà guidata tenendo insieme evoluzione tecnologica e garanzie occupazionali. Domani le rappresentanze sindacali (unitariamente, come finalmente è bene che sia) incontreranno il nuovo gruppo dirigente di Stellantis. Ci sono preoccupazioni riguardanti lo stabilimento di Melfi. Va fatta chiarezza. A fronte delle garanzie pubbliche senza precedenti sul prestito da 6,3 miliardi, non solo ci aspettiamo il rispetto degli impegni sugli investimenti e il mantenimento dei livelli occupazionali, ma anche la massima attenzione alla filiera italiana della componentistica. Discutiamo di come sostenerne l’innovazione, ma dev’essere chiaro che il futuro passa dall’Italia e dal suo sud, non solo oltralpe o in America”, riferisce l’esponente dem.

“Quando parliamo di manifattura la siderurgia è il fondamento su cui si costruisce tutto il resto: l’ex ILVA è da troppo tempo una ferita aperta nel cuore sociale, produttivo, economico e ambientale di Taranto – che ha già sofferto troppo – e di tutta Italia. A breve saranno finalizzati la nomina del nuovo CdA e l’ingresso dello Stato nel capitale dell’azienda: si tratta di passaggi necessari per investire in una soluzione che tenga insieme salute e lavoro, produzione dell’acciaio e sostenibilità ambientale. In questi giorni le decisioni discutibili di ArcelorMittal, con lavoratori sottoposti a sanzioni disciplinari per alcuni post su un social network, hanno reso il clima ancora più teso. Con il Ministro Orlando abbiamo chiesto chiarimenti sull’ultimo licenziamento. Non sono arrivati. Ora l’azienda lo reintegri, si apra una pagina davvero nuova nel rapporto coi lavoratori e con la città. L’Italia ha bisogno di una nuova politica industriale costruita, prima di tutto, insieme ai lavoratori. Il Partito Democratico lavorerà nel Paese, in Parlamento e al Governo per garantire che le due grandi transizioni che stiamo vivendo – quella tecnologica e quella ambientale – siano giuste ed eque. E questo significa, prima di tutto, lavoro buono”, conclude Provenza o.

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