EDITORIALE – Fusilli, orecchiette, tagliatelle, ravioli…pasta fatta in casa!
Oggi sono il piatto della domenica o delle grandi feste, come il Natale. Nel passato erano le pietanze quotidiane di ogni famiglia. La spianatoia di legno e il matterello erano sempre pronti nella cucina. Bastavano pochi ingredienti: alcuni pugni di farina, acqua, qualche uovo e un pizzico di sale. E poi…le operose ed esperte mani della nonna o della mamma che amalgamavano, impastavano, arrotolavano e stendevano fino a ottenere una sfoglia uniforme e sottile.
Anche noi bambini prendevamo parte a questo rito quasi quotidiano. Ci veniva elargito un pezzetto di pasta che ci divertivamo a manipolare con le nostre manine ricavandone piccoli oggetti: un fiore, una bambolina, una pecorella, una farfalla. Quel pezzetto di pasta sostituiva la plastilina di oggi.
Tutto si svolgeva in un’atmosfera di serena operosità… mentre sulla “fornacetta” (un buco nel banco della cucina dove si mettevano i carboni ardenti) cuoceva il ragù con il quale condire fusilli e ravioli.
Spesso il ragù veniva sostituito dai fagioli o dai ceci che cuocevano nella pignatta di terracotta posta accanto al fuoco, tra la cenere del camino.

Al momento del pranzo tutta la famiglia si riuniva intorno al tavolo: si parlava, si discuteva, si dibattevano i problemi del vivere quotidiano; a volte si litigava, ma sempre in uno spirito di comprensione e di affetto.
Non esistevano i cellulari che spesso, oggi, anche durante il pranzo, ci distraggono con i loro squilli e ci inducono a soddisfare quella voglia irrefrenabile di conoscere la provenienza del messaggio o della chiamata.










































