RIVELLO (PZ) – Sabato 22 novembre, presso la Sala dell’Ultima Cena dell’ex Convento di sant’Antonio da Padova, il CIF di Rivello, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ha organizzato un incontro per sensibilizzare sul tema e puntare sulla conoscenza, la denuncia e il supporto. L’occasione ha visto protagonista la raccolta di poesie dal titolo “Quando una donna. Voci, silenzi e tormenti d’amore” dello scrittore Emilio D’Andrea. Originario di Barile, professore, ex consigliere regionale di Basilicata e comunale, giornalista e autore e poeta pluripremiato, nella composizione dei versi che arricchiscono le pagine della sua raccolta si è ispirato alla figura femminile, esaltando l’amore per la donna, da quello reale a quello platonico, da quello per la propria amica, moglie e compagna di vita a quello filiale e paterno. Tra le pagine risaltano i dipinti dell’artista Salvatore Malvasi, che con densità pittorica danno forma alle poesie, immagine visiva e simbolica ai versi. Quelle di D’Andrea sono liriche di celebrazione ma anche di denuncia. Partono dalla decantazione della donna, per arrivare all’aspra critica e al grido di aiuto per le violenze e i soprusi di cui sempre più spesso essa è vittima da parte di fidanzati, mariti, colleghi, amici, fratelli…uomini. Le figure femminili che attraversano le pagine della silloge sono donne che fanno imprescindibilmente parte della vita del poeta: la madre, la moglie, la figlia. Esse rappresentano il suo passato, il suo presente, il suo futuro. Ma sono anche donne che appartengono alla collettività, ad un affetto comune che è al tempo stesso storico letterario e attuale e contemporaneo: Isabella Morra, Alda Merini, Elisa Claps, Giulia Cecchettin, Giulia Tramontano… E tra le tante e commoventi poesie, tutte ricche di pathos e intensità espressiva ma anche di delicata musicalità data dalle rime studiate e ricercate, di forte impatto è la lirica dedicata alla mamma di Thiago “recisa e strappata come un fiore / da chi le prometteva eterno amore” e con la quale “altre donne sono perite / dieci, cento mille, già infinite / sotto mani violente ed assassine/ di uno sterminio brutale e senza fine”. Ha dialogato con l’autore la professoressa Agnese Belardi, presidente del Salotto Donata Doni e curatrice della prefazione del libro, che nella sua professionale e puntuale moderazione del dibattito, ha saputo esaltare la figura del poeta e al contempo fare luce sulle tematiche urgenti che toccano l’intero universo femminile. Al tavolo dei relatori, insieme al poeta, si sono susseguiti gli interventi di Francesco Altieri (sindaco di Rivello), Mimma Grillo (presidente CIF Rivello), Maria De Biase (Trainer del benessere, istruttrice di Yoga e Mindfulness psicosomatica). L’intervento dell’avvocato Altieri ha avuto un taglio non solo istituzionale ma anche giuridico. Ha affrontato infatti il tema della violenza di genere dal punto di vista normativo, sottolineano l’esistenza del cosiddetto Codice Rosso che prevede, tra le altre cose, la maggiore celerità dei procedimenti a tutela delle donne che subiscono violenza, in relazione all’urgenza di dare una risposta rapida ed efficace. Il legislatore ha ad esempio previsto che il pm abbia al massimo 3 giorni di tempo per ascoltare la vittima per poi attuare i dovuti provvedimenti, tra cui il braccialetto elettronico. La presidente Grillo ha esaltato la figura del poeta D’Andrea “che si fa messaggero maschile di ideali femminili, e con la sua scrittura combatte per difendere le donne. Un messaggio che arriva dritto a quegli uomini che scelgono di amare di un amore malato, intriso di veleno ed egoismo, che pensano alla donna come possesso, e il cui passo ultimo, peggiore e irreparabile è il femminicidio”.
La presidente del CIF, nel ribadire l’impegno dell’associazione al fianco delle donne, in sintonia con la mission stessa del Centro Italiano Femminile, da sempre portatore di valori di tutela, difesa e parità di genere, ha ricordato ai presenti l’importanza di rivolgersi tempestivamente alle forze dell’ordine, alle consigliere di parità e alla Commissione Pari Opportunità, e ancora alle strutture antiviolenza e di ascolto e intervento, diffuse in modo capillare anche sul territorio lucano. L’ultimo, inaugurato pochi giorni fa, è nato a Palazzo San Gervasio, in uno stabile confiscato alla mafia ed è stato dedicato a Elisa Claps.
Maria De Biase ha illustrato come la mindfulness può aiutare le donne che hanno subito violenza. Il dolore e i maltrattamenti, siano essi fisici e/o psicologici, fanno irrigidire il corpo e il cuore, perché dentro si porta il peso del dramma. La mindfulness, attraverso la pratica del respiro e del corpo, attraverso l’ascolto interiore e la cura di sé, porta leggerezza in quelle ferite che il trauma ha creato. E anche se le ferite non si guariscono, si può dare loro luce, come quando si accende una candela in una stanza buia.
Sono giunti anche i saluti del Presidente del Consiglio Regionale Marcello Pittella che ha elogiato l’iniziativa, e ha confermato Rivello quale luogo in cui cultura e impegno civile si incontrano, grazie alla passione di chi anima la vita sociale e associativa del territorio e di cui il CIF è valido esempio. Il Presidente ha ribadito il dovere, da parte delle istituzioni, di lavorare affinché la Basilicata sia una terra capace di garantire tutela, ascolto e opportunità, sostenendo con convinzione ogni percorso che rafforzi la consapevolezza e i diritti delle donne. Parole di lode sono state rivolte anche nei confronti del poeta Emilio D’Andrea che ha avuto modo di conoscere bene a Torino in occasione della presentazione della sua silloge al Salone del libro 2025.
Così l’autore di “Quando una donna” ha sintetizzato la sua attività poetica: “un poeta vorrebbe scrivere solo cose belle ma oltre a essere poeti siamo persone e abbiamo bisogno di dare voce alla nostra sensibilità, ai problemi che la nostra società, quotidianamente martoriata, vive e subisce. Tale è l’obiettivo di queste manifestazioni e di questi incontri e tale deve essere il nostro obiettivo in quanto portavoce di una coscienza collettiva. Per questo motivo è significativa e ci rende orgogliosi, questa sera, la presenza dei giovani, perché noi adulti dobbiamo creare ponti”.









































