Quel 23 maggio del 1992 che cambiò per sempre le nostre coscienze

EDITORIALE – Quel 23 maggio del 1992 me lo ricordo bene. Era un sabato pomeriggio di preparazione alla prima comunione della domenica dopo e io, in casa con mia nonna Maddalena, a guardare di sfuggita la tv e preso dai racconti e aneddoti di mia nonna che si stava accingendo a stirare.

All’improvviso quell’edizione straordinaria, quei cumuli di terra ammassati intorno a ciò che restava di un’autostrada e quella voce di sottofondo del giornalista che ripeteva in modo continuo e sconfortato “hanno ucciso il giudice Falcone, sua moglie e gli uomini della sua scorta”.

Un uomo scomodo per la mafia Giovanni Falcone, un eroe moderno che sembra essere uscito dai racconti di Sciascia, preso da incartamenti e omertà in quella terra bellissima chiamata Sicilia.

Un modello da imitare nella sua pienezza e nella sua indole da condottiero che lotta contro un sistema fatto di corruzione e violenza che, in quei tempi e tristemente ancora oggi, poteva solo apparire come tremenda normalità, purchè fosse portatrice sana di lavoro e “soldi facili”.

Purtroppo è cambiata ma non è ancora finita, la Mafia che quel giorno, con una mattanza innescata da 400 chili di tritolo, inaugurò la tragica stagione delle stragi, portando l’attacco al cuore dello Stato dopo averne contaminato e infine incarnato interi pezzi. Oggi sono ventotto anni da quella primavera-estate che si portò via i due magistrati-simbolo di una lotta ad armi impari contro Cosa Nostra (dopo Falcone, Paolo Borsellino).

Oggi non non ci saranno le strade piene di studenti ma i balconi con tanti lenzuoli a ricordare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta che morirono a Capaci. Sarà un 23 maggio diverso, senza cortei e navi della legalità, con le piazze vuote, ma con le persone affacciate dai balconi di casa a cantare tutti insieme l’inno italiano.

Alle 17.58, come ogni anno, ma senza cittadini, ci sarà il minuto di silenzio sotto l’Albero Falcone di via Notarbartolo, suonato da un trombettista della Polizia, e sarà deposta una corona di fiori alle 9 davanti alla Stele di Capaci.
  
Visto il divieto di raduni, la Fondazione Falcone ha organizzato un flash mob coinvolgendo artisti, attori e musicisti con piccoli video, mentre i cittadini sono invitati ad affacciarsi tutti insieme alle 18. Lo slogan sarà “Il mio balcone è una piazza”.

I canali social della Fondazione Falcone, la pagina Facebook di Palermo chiama Italia, aperta per l’occasione, racconteranno in diretta la giornata. Ficarra e Picone andranno in scena davanti ai resti dell’auto scorta di Capaci, alla caserma Lungaro, con lo spettacolo di Vincenzo Pirrotta dedicato agli agenti di scorta, trasmesso sulla pagina Facebook della Questura. Lenzuoli bianchi pure sulla facciata di Palazzo Gulì, in corso Vittorio Emanuele, sede del No Mafia Memorial, per iniziativa del Centro Impastato: un lenzuolo dedicato alle vittime della strage e un altro ai medici e agli infermieri che hanno perso e rischiano la vita in questi mesi di pandemia.

Alle 12 nella chiesa di San Domenico messa in suffragio dei caduti. Il 23 maggio social coinvolge anche i teatri palermitani: la webTv del Teatro Massimo propone uno speciale sulle due opere- inchiesta “Le parole rubate” e “I traditori” di Gery Palazzotto e Salvo Palazzolo, che scavano nei misteri delle stragi Falcone e Borsellino. “Le parole rubate” in particolare sarà trasmessa nella versione interpretata da Ennio Fantastichini, la regia di Giorgio Barberio Corsetti e le musiche di Marco Betta, mentre su Rai Radio 3 alle 15 andrà in onda la versione blues della stessa opera, interpretata da Gigi Borruso con le musiche di Marco Betta, Fabio Lannino e Diego Spitaleri. Sulla Brass Webtv invece lo spettacolo “Siamo a mare” una produzione della Fondazione The Brass Group dedicata a tutti gli eroi uccisi per mano mafiosa.

E’ il degno ricordo di una nuova stagione di eroi, quelli che lottavano contro i mulini a vento, ma non hanno mai smesso di vedere dietro di essi un nemico tremendo e “doppiogiochista”.

E’ il 23 maggio del 1992, quella data che ha sconvolto tutti ma che, allo stesso tempo, ci ha resi tutti un pò più consapevoli e coraggiosi.