Quel Ferragosto “senza mare”: memorie, usanze e tradizioni della Lauria di un tempo

EDITORIALE – Siamo prossimi al Ferragosto, una ricorrenza che richiama alla memoria ricordi della mia giovinezza e suscita sensazioni e sentimenti  legati a tradizioni del passato che oggi fanno sorridere per la loro immotivata infondatezza.

A Lauria, il mio paese natio, nel passato c’era l’usanza di non andare al mare nel giorno di Ferragosto perché si temeva potesse accadere una disgrazia, un evento spiacevole. Si parlava di persone morte mentre facevano il bagno nel mare. Quasi sempre accadeva  dopo avere pranzato lautamente sulla spiaggia.

 Ci chiediamo: fatalità o mancanza di buonsenso?

Ancora oggi, tuttavia, qualcuno un po’ più superstizioso, anziché andare al mare, preferisce, il 15 agosto, fare un picnic in montagna oppure recarsi sul Colle Armo per partecipare alle funzioni religiose nel bellissimo santuario della Madonna Assunta.

Nel pomeriggio e fino a sera inoltrata, nel suggestivo quartiere Cafaro, si svolge la “sagra della fresella e pomodori”, un richiamo molto sentito dai laurioti che hanno modo di godere della piacevole frescura serale, mangiando, bevendo e conversando piacevolmente.

Il mio amico Pino Papa ha memoria anche lui dell’usanza di non andare al mare nel giorno di Ferragosto. Con un po’ di nostalgia, ricorda la salita alla Madonna dell’Armo con i suoi genitori. Allora non c’era ancora la sagra della fresella e pomodori, ma era ugualmente bello mangiare il panino con la mortadella e una fetta di melone, pur circondati da un nugolo di mosche.

La poesia che segue, in dialetto e in italiano, è stata ispirata da questo ricordo.

     A Sand’Assụnda

« Nda iurnë aricurdibbëlë accussì

nun  z’adda jì u: marë! Nda: iurnata

i (g)òi së ngë pò ppụrë murì …

Vattìnnë a l’Armụ pa: mịssa candata,

     ggirë pa: fèra, mangë e tturnë a ssì

pa: mụsëca e lë fuchë nda: sërata …

Nu  ng’è mmègliụ manèra, sind’a mmị,

pë ffà na sand’Assụnda aggrazzìàta! »

     Cu na ffèdda i mëlónë e na (g)azzụsa,

chiacchiarìènnụ du: timbụ i na vòta,

sta fèsta da: Ma(d)ònna (g)è ppassata …

     Ma quịdd’usanza, nu pòcụ crìụ̀sa,

c’a ttandë pò pparị̀ stụpëta e cciòta,

a qquanda ggèndë a vita l’à ssalvata?

La Santa Assunta

     « In giorni così, destinati ad essere ricordati,

non si deve andare al mare! Nella giornata

di oggi ci si può anche morire …

Vattene all’Armo per la messa cantata,

     fai un giro per il mercato, pranzi e ritorni a uscire

nella serata per la banda ed i fuochi d’artificio …

Non c’è maniera migliore, ascoltami,

per festeggiare in Grazia la Santa Assunta! »

     Con una fetta di anguria e una gassosa,

chiacchierando del tempo di una volta,

questa festa della Madonna è passata …

Ma quell’usanza un po’ curiosa

che a tanti può sembrare stupida e sciocca

a quanta gente ha salvato la vita?

Sono d’accordo con Pino. Certe usanze saranno anche frutto di stupidità, di ignoranza e di pregiudizi, eppure non costa nulla rispettarle. Il giorno di Ferragosto, dunque, rinunciamo volentieri al mare e godiamoci le belle tradizioni della nostra comunità.

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