Quella casetta abbandonata in cima al costone, che sovrasta il Rione Taverna, è lì da decenni!

EDITORIALE – E’ un vecchio casello ferroviario che, nel passato, avrà avuto la sua specifica funzione. Oggi è un vecchio rudere abbandonato che resiste, indomito, alle intemperie e all’usura del tempo.

Quelle finestre aperte, a guisa di buchi neri, sembrano occhi pieni di stupore che guardano la bellissima Valle sottostante circondata dai monti che le fanno da corona…il verde dei campi, i paesi, i corsi d’acqua.

Spesso, di notte, vedo la luna che, sorgendo da dietro al costone, la illumina, donandole un aspetto inquietante. Lo sguardo, poi, si sposta verso destra e la croce illuminata mi rasserena, placa il mio turbamento, mi infonde dolci pensieri. Ancora più a destra: il Castello Ruggero e il Colle Armo con il santuario dell’Assunta.

E’ questo il mio mondo, che mi accompagna da sempre, al quale non saprei e non potrei rinunciare.

Quando le mie nipoti erano piccole, insieme, l’avevamo denominata “la casa della strega”. Sedute sul davanzale della finestra, la guardavano affascinate mentre raccontavo loro, inventandole e riportandole indietro nel tempo, storie della mia infanzia, quando una donna cattiva la abitava e tutti la temevano.

I miei racconti erano per loro, veri! Grande la delusione quando, ormai giovani donne, ho rivelato loro la verità.