Rapporto Banca d’Italia, Vizziello(BACC) crescono tutte le regioni del Sud tranne la Basilicata

“Per il quarto anno consecutivo il Pil del Mezzogiorno d’Italia cresce più della media nazionale grazie alle performance della Calabria (+ 1,3%), della Sicilia(+ 1,1%), della Campania(+1%) e della Sardegna(+07%) ma non della Basilicata che segna il passo, facendo registrare un decremento del PIL di un decimale rispetto al primo semestre 2024. Un nuovo campanello d’allarme per la Giunta Bardi che, per scongiurare probabili dinamiche recessive dell’economia lucana, deve attuare senza indugio gli investimenti previsti dal PNRR e dai Fondi Strutturali Europei.”

E’ quanto afferma, in una nota, il Capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello, che così commenta il report Banca d’Italia sull’andamento dell’economia lucana nei primi sei mesi dell’anno in corso.

“L’analisi Banca d’Italia conferma un ruolo sempre più attivo del Sud Italia nel panorama economico nazionale grazie alle scelte fatte da alcune regioni del Mezzogiorno attraverso investimenti in innovazione, integrazione tra università e territorio, infrastrutture, piattaforme logistiche ed economia blu” -spiega Vizziello- “laddove altre regioni del Sud, come Basilicata e Molise, incontrano serie difficoltà a dare attuazione alle linee programmatiche dei fondi europei, che rappresentano lo strumento in grado di irrobustire il tessuto produttivo locale”.

“Senza i risultati positivi del turismo, determinati prevalentemente dalla Provincia di Matera, l’economia lucana vivrebbe un nuovo annus horribilis” -sottolinea Vizziello- “laddove le potenzialità della nostra regione in molti comparti produttivi sono rilevanti e pretendono di essere valorizzate dall’amministrazione regionale che deve migliorare l’efficacia realizzativa sia nelle infrastrutture sociali sia nel sostegno al sistema delle imprese”.

“In una regione come la nostra nella quale le multinazionali dell’automotive e delle estrazioni petrolifere generano quasi il 50% del valore aggiunto” -conclude Vizziello- “il rischio recessione è sempre dietro l’angolo quando anche solo uno di questi settori entra in crisi e chi ha responsabilità di governo deve necessariamente puntare su asset produttivi alternativi, riducendo, proprio attraverso gli investimenti, i fattori che ostacolano la nascita e lo sviluppo di nuove imprese destinate a creare lavoro e benessere economico”.

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