Rapporto Svimez: “Nord e Sud si sono allineati”, Bardi: “ottimi dati su scuola e asili nido”

POTENZA – La novità è che, nella ripartenza post-covid, Nord e Sud si sono allineati. A dirlo è il Rapporto Svimez 2023, che guarda al futuro del Mezzogiorno con un monito: nel prossimo biennio la crescita sarà vincolata all’attuazione del Pnrr. Più lavoro, più investimenti, più ricchezza. Ma i progetti sono in ritardo e nel biennio 2023-2024 potrebbero non vedersi risultati. Secondo Svimez, infatti, si assisterà prima alla riapertura del divario di crescita tra Nord e Sud, soprattutto a causa del calo dei consumi delle famiglie, per ritrovare poi una boccata di ossigeno nel 2024 e un vero e proprio slancio nel 2025. Intanto, per quel che riguarda gli anni 2021 e 2022, sono stati i servizi a dare il contributo più significativo allo sviluppo del Mezzogiorno: quasi 52 i punti guadagnati in Basilicata. E da noi, contrariamente alle altre regioni del Mezzogiorno, tanto ha fatto anche il settore dell’industria: oltre 30 punti.

Lo scoglio alla ripresa è stata l’inflazione, che ha eroso il potere di acquisto delle fasce più deboli, controbilanciata da una ripresa dell’occupazione, più accentuata nelle regioni meridionali, ma contrassegnata da redditi bassi.

L’incremento dunque non cancella il disagio sociale. Diminuisce, sia pur di poco nel 2022, l’incidenza delle famiglie lucane a rischio povertà.

Nel biennio di riferimento, calano anche i nuclei percettori del reddito di cittadinanza: con i suoi 51 residenti ogni mille abitanti, la Basilicata si attesta sotto la media nazionale per tasso di inclusione.

L’inclusione rappresenta un fattore determinante per le regioni meridionali, dove si continua a perdere popolazione, soprattutto giovani qualificati. Si stima che al 2080, il Sud perderà oltre 8 milioni di residenti, diventando così l’area più vecchia del Paese. Anche a questo dovrebbero servire i fondi del Pnrr, a colmare disparità e rafforzare le politiche di welfare. 

Rapporto Svimez, Bardi: ottimi dati su scuola e asili nido

“Il monito lanciato dal rapporto Svimez sul futuro del Mezzogiorno va preso in seria considerazione. Anche in una regione come la Basilicata, dove nel biennio post covid 2021/2022 si sono registrati risultati importanti sul piano dei servizi (+52) e dell’industria (+30) e dove nell’anno in corso i bilanci delle famiglie sono stati sostenuti dal bonus gas che ha influito in maniera determinante sul valore dell’inflazione, che è il più basso d’Italia, come ricordato anche dall’indice sulla qualità della vita de ‘Il Sole24Ore’, sappiamo bene che le emergenze del lavoro e dello spopolamento rischiano di ampliare il divario con le regioni del Nord. Ne siamo consapevoli e stiamo lavorando con ostinazione per non disperdere la grande occasione del PNRR: gli stessi indicatori relativi alla qualità delle strutture scolastiche e al piano asili nido mostrano una realtà in movimento, che vede la Basilicata quale migliore regione del Sud per ‘dotazione e qualità delle infrastrutture scolastiche, tempo pieno, piano asili nido e indice di progettualità comunale’. Questo significa guardare al futuro con rinnovata speranza, un segnale di attenzione rivolto ai giovani e alle famiglie lucane. La Basilicata mostra già oggi segni importanti di ripresa, come rilevato recentemente dall’Istituto Tagliacarne e Unioncamere, e può uscire da questo periodo di crisi generale dell’economia rafforzando le infrastrutture e puntando sulla transizione energetica e sullo sviluppo sostenibile, che costituiscono le scelte fondamentali del governo regionale per assicurare un futuro alla nostra regione”.

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi.

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