PADULA (SA) – Nell’ambito delle attività di monitoraggio e controllo del territorio coordinate dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Potenza, i militari della Compagnia di Viggiano hanno attuato un articolato dispositivo di prevenzione che ha consentito di intercettare numerosi soggetti diretti a un raduno musicale non autorizzato (“rave party”) in fase di organizzazione presso l’ex Polveriera di Padula, in provincia di Salerno, sito di rilevante interesse storico situato al confine con il territorio lucano.
Nel corso della notte, le pattuglie impegnate nei servizi di controllo hanno rilevato un anomalo afflusso di autovetture, prevalentemente provenienti dalle province di Napoli e Avellino, in transito lungo arterie secondarie nei comuni di Marsico Nuovo e Paterno. I conducenti avrebbero tentato di eludere i controlli predisposti sulle principali direttrici di collegamento per raggiungere l’area individuata per l’evento.
Compresa tempestivamente la natura del fenomeno, i Carabinieri della Compagnia di Viggiano hanno attivato un immediato coordinamento operativo con i colleghi della Compagnia di Sala Consilina, competenti per territorio, predisponendo contestualmente un sistema di filtraggio e controllo lungo i confini regionali.
L’attività dei posti di blocco ha consentito di identificare diversi giovani e di effettuare sequestri mirati di sostanze stupefacenti. A Marsico Nuovo, i militari della locale Stazione hanno fermato due giovani provenienti dal Napoletano: uno di loro è stato trovato in possesso di cinque pasticche di ecstasy, otto grammi di MDMA e hashish. A Paterno, invece, i Carabinieri della Stazione di Gallicchio hanno controllato un veicolo con a bordo cinque ragazzi dell’area avellinese, rinvenendo nello zaino di un passeggero circa 40 grammi di hashish.
I due giovani, rispettivamente di 22 e 20 anni, sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza.
L’operazione ha confermato l’importanza della vigilanza attiva lungo le principali vie d’accesso al territorio quale strumento efficace per scoraggiare l’afflusso di partecipanti a eventi illegali e contrastare la diffusione di sostanze stupefacenti. La sinergia informativa tra i Comandi territoriali coinvolti ha inoltre consentito di tutelare un’area di elevato pregio naturalistico, riaffermando la presenza dello Stato a presidio della sicurezza e della legalità.
Si precisa che per tutti gli indagati vige la presunzione di non colpevolezza e che gli accertamenti investigativi si collocano nella fase delle indagini preliminari, in attesa delle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria nel contraddittorio con la difesa.









































