POTENZA – Il netto successo del No al referendum sulla giustizia, sia a livello nazionale che in Basilicata, rappresenta un passaggio politico rilevante e carico di significato. A sottolinearlo sono il Vice Presidente del Consiglio regionale della Basilicata e Presidente di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo, e il consigliere regionale Roberto Cifarelli, che leggono nell’esito della consultazione un messaggio chiaro proveniente dai cittadini.
Secondo Chiorazzo, il risultato evidenzia “una scelta netta dei cittadini, maturata con una larga partecipazione e con uno scarto significativo rispetto al Sì”, configurandosi come “un segnale politico chiaro”. Un esito che, a suo avviso, smentisce il tentativo del centrodestra di politicizzare il referendum, operazione che “non solo non ha prodotto i risultati attesi, ma si è rivelata controproducente per chi, pur essendo maggioranza in Parlamento, non lo è nel Paese”.
Nel merito, Chiorazzo rivendica la posizione assunta da Basilicata Casa Comune, che ha sostenuto il No ribadendo un principio di metodo: “le riforme della giustizia, così come tutte le riforme costituzionali, non si fanno a colpi di maggioranza, ma attraverso una larga condivisione”. Una linea che trova riscontro anche nell’interpretazione politica del voto, letto come espressione di una distanza crescente tra cittadini e governo: “Troppo spesso – osserva – si è più attenti agli slogan che a costruire soluzioni concrete per gli italiani e per i lucani”.
Dello stesso avviso il consigliere regionale Roberto Cifarelli, che definisce l’esito referendario “un messaggio politico chiaro e inequivocabile”. Per Cifarelli, i cittadini hanno scelto “la strada della responsabilità”, respingendo modifiche che avrebbero inciso profondamente sugli equilibri costituzionali e sull’assetto della magistratura. Un dato rafforzato dall’alta affluenza, segnale di una partecipazione “consapevole e diffusa” che richiama le istituzioni a un dovere di ascolto.
Al centro della riflessione, il valore della Costituzione e la necessità di preservarne l’equilibrio: “Non può essere oggetto di interventi semplificati o dettati da logiche contingenti”, sottolinea Cifarelli, aggiungendo che anche gli organi fondamentali dello Stato di diritto necessitano di riforme “ponderate, condivise e orientate alla qualità”.
Entrambi gli esponenti convergono su un punto politico cruciale: la capacità del fronte riformista e progressista di interpretare il sentimento dei cittadini quando riesce a esprimersi in modo unitario. Un elemento che, in Basilicata ancora più che nel resto del Paese, ha contribuito a determinare l’esito del voto.
Si apre ora, secondo Chiorazzo e Cifarelli, una nuova fase. Da un lato, la necessità di una riflessione seria da parte delle forze politiche; dall’altro, l’opportunità per l’area riformista e progressista di costruire “un’alternativa credibile, seria e responsabile”. Il percorso indicato è quello del confronto istituzionale, delle riforme condivise e di un rinnovato senso dello Stato, con l’obiettivo di rimettere al centro i bisogni delle comunità e il rispetto delle istituzioni.










































