Referendum sulla magistratura: a Lauria il dibattito tra gli avvocati Leonasi e Scorza organizzato da Cittadinanza Attiva

LAURIA (PZ) – In un’aula gremita presso il Centro di Aggregazione Sociale (C.A.S.), la comunità di Lauria si è riunita per un evento di alto profilo civico organizzato da Cittadinanza Attiva. Al centro del dibattito, il delicato quesito referendario sulla revisione costituzionale degli articoli che regolano l’ordinamento giudiziario.

Sotto la moderazione della Prof.ssa Maria Franca Cantisani, che ha introdotto sottolineando l’importanza del confronto democratico, si sono sfidate due visioni opposte del sistema giustizia: quella dell’Avv. Giovanni Leonasi (Presidente della Camera Penale presso il Tribunale di Lagonegro), schierato per il , e quella dell’Avv. Norina Scorza (esperta del foro di Paola), sostenitrice del NO.

Il quesito referendario tocca i pilastri dell’architettura istituzionale: la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, lo sdoppiamento del CSM in due distinti Consigli Superiori, l’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare e l’introduzione del sorteggio come metodo per l’individuazione dei componenti (laici e togati) nei nuovi organi.

Il confronto si è articolato attraverso una struttura rigorosa: i due relatori hanno risposto a cinque quesiti specifici, disponendo di sei minuti ciascuno per ogni singola argomentazione. L’ordine di intervento iniziale è stato stabilito tramite estrazione a sorte, garantendo la massima imparzialità nel dare il via alla discussione.

A chiusura del dibattito, ogni relatore ha beneficiato di cinque minuti supplementari per esporre le proprie conclusioni finali.

Di seguito, proponiamo una sintesi dei punti salienti e delle principali tesi sostenute dai due avvocati durante l’incontro.

1) Separazione delle carriere tra magistratura inquirente (p.m.) e magistratura giudicante (giudici).

Avv. Norina Scorza: “È fondamentale mantenere la distinzione e l’equilibrio tra i poteri dello Stato, un principio costituzionale cardine. Il CSM deve tutelare il potere giudiziario, evitando che questo si sottometta al potere esecutivo. Vi è un rischio concreto legato a un possibile avvicinamento dei PM al potere esecutivo: il pubblico ministero diventerebbe un suo braccio, fortemente condizionato dalla politica. Giudici e PM devono essere soggetti soltanto alla legge; essi appartengono alla Magistratura, che è e deve restare indipendente. Altrimenti, il PM finirebbe per legarsi inevitabilmente alla maggioranza politica del momento…”

Avv. Giovanni Leonasi: “Non vedo possibili assoggettamenti dei PM al potere esecutivo. Inoltre, dobbiamo guardare al passato e ai fatti, non alle ipotesi future: se fondiamo le nostre analisi solo su ciò che potrebbe accadere, allora dovremmo discutere anche dell’impatto dell’Intelligenza Artificiale o del possibile arrivo degli alieni. La Costituzione è stata già modificata 43 volte; non dobbiamo spaventarci di una modifica, poiché essa è eterna proprio perché modificabile. Oggi PM e Giudici fanno un unico concorso, studiano e si formano in modo analogo, si danno del ‘tu’. È invece necessario che i due percorsi siano indipendenti, affinché abbiano due diverse forma mentis e non la stessa formazione. Voglio ricordare l’importante riforma del codice del 1988 promossa da un ministro, ma soprattutto partigiano, Vassalli: egli rivoluzionò la geografia dell’aula di un tribunale. Se in passato chi accusava sedeva vicino a chi giudicava, oggi quella separazione è realtà; dunque, non dobbiamo temere una riforma costituzionale”


2) Questa riforma avrà effetti sugli equilibri, previsti dalla nostra carta costituzionale, tra potere giudiziario e potere esecutivo?


Avv. Giovanni Leonasi: “Oltre alle ragioni già citate in precedenza, voglio specificare come l’articolo 111 circa 20 anni subì una modifica importante, in cui fu sottolineato e costituzionalizzato che il processo deve essere giusto, elemento che oggi sembra una banalità. Non pensiamo al futuro, pensiamo al presente e pensiamo che è una riforma soprattutto per i cittadini. L’articolo 109 prevede già che l’autorità giudiziaria disponga direttamente di polizia giudiziaria, non sottoposta ai vari ministeri come le altre forze dell’ordine, dunque non vi sarebbe sotto questo punto di vista influenza del potere esecutivo…”
Avv. Norina Scorza: “Parlare della riforma Vassalli oggi è anacronistico, è una situazione appunto durata fino al 1988. Voglio portarvi dei numeri: negli ultimi 5 anni il 64% dei processi è terminato con l’archiviazione, il 60% con l’assoluzione. Se PM e Giudici fossero amici, avremmo questi dati? Soltanto una volta nella propria carriera si potrebbe effettuare il fatidico passaggio da Giudice a PM e viceversa. Negli ultimi 5 anni soltanto lo 0,83 ha effettuato il passaggio da PM a Giudice e soltanto lo 0,33 ha effettuato il percorso inverso. La carriera del PM sarebbe in mano alle esigenze del governo, dunque sarà più prudente a combattere i poteri forti, ma la giustizia non deve essere influenzata dalla politica. L’equilibrio verrebbe piegato ed alterato dal governo di turno, il giudice deve essere terzo tra le parti, ma terzo anche nei confronti della politica e dello Stato”

3) Sorteggio dei componenti del C.S.M. con modalità differente dei componenti dei due C.S.M.?

Avv. Nerina Scorza: “Voglio provocarti: voteresti attraverso il sorteggio un Presidente della Camera Penale? Possiamo sorteggiare per il Consiglio Superiore della Magistratura? Può capitare anche un “cretino”. Le scelte dei “laici” da parte del governo non vanno poi a renderli soggetti del potere esecutivo? Se doveste scegliere i componenti della Magistratura, vorreste persone scelte a sorteggio o scelte per meriti e competenze? Il C.S.M. diventerebbe una lotteria, chiunque si ritroverebbe dinanzi a scelte delicatissime ed i magistrati sarebbero meno protetti e più condizionabili. Con un Consiglio Superiore per i Giudici ed uno per i PM, con il secondo meno autonomo e più influenzabile, si avrebbe un Consiglio Superiore di “Serie B”, vulnerabile al potere. Se viene estratto a sorte un chirurgo, vi fareste operare?”


Avv. Giovanni Leonasi:
“Il sorteggio non corrisponde al sorteggio come nella tombola a Natale. Inoltre, il sorteggio nella Costituzione è già previsto negli articoli 90 e 135, scelto dai padri costituenti. I componenti del C.S.M. non sono presi “dalla lista della spesa”, ma sono componenti qualificati e sorteggiati dagli stessi magistrati. Ricordiamo sempre che il C.S.M. è un organo di autogoverno. Rispondo alla provocazione: la Camera Penale è un organo di rappresentanza, è un’associazione, così come lo è il Parlamento. Il C.S.M. non è un organo di rappresentanza, i soggetti non hanno nessun mandato e sono chiamati a sedere per un tempo determinato. Il sorteggio inoltre fu introdotto addirittura da Pericle, tra i maggiori esponenti della democrazia ateniese, nel V a.C., quando decise che una parte del Consiglio dei 500 sarebbe stata estratta. Apro una parentesi: è difficile diventare Procuratore in realtà importanti come Milano o Napoli senza appoggi delle correnti, non arrivi ad esserlo per caso, sono le posizioni più ambite. Questo perché non ascoltate il Procuratore Gratteri, in passato contro le correnti, ed oggi magicamente professa per il “no”, è diventato un cagnolino scodinzolante…”

4) Istituzione di una nuova alta corte disciplinare.

Avv. Giovanni Leonasi: “È una riforma per la meritocrazia, lo dimostra il far giudicare i magistrati da un ente terzo. Noi, al Consiglio Nazionale Forense, avevamo una giustizia domestica, ma ce la cantavamo e ce la suonavamo: facevamo processi a noi stessi, era una farsa in cui si giudicavano amici. La Giustizia pesa soltanto l’1,27% nel bilancio dello Stato; è un servizio come la sanità e bisognerebbe investire per migliorarla. Ribadisco nuovamente che è un problema del cittadino, non soltanto degli avvocati, impegnati in obbligazioni di mezzi e non di risultati, e che comunque bisogna pagare (ride NDR). Vi lascio riflettere con un dato: il 97% delle sanzioni nei confronti di magistrati o giudici si conclude con un ammonimento verbale…”

Avv. Nerina Scorza: “Il Consiglio Distrettuale di Disciplina che giudica gli avvocati funziona molto bene, si applicano le sanzioni, dunque ogni uomo risponde alla legge. Chi deve giudicare i magistrati? I giudici sono davvero liberi? Il C.S.M. ha un ruolo centrale nel garantire che chi sbaglia paga, ma questa disciplina non deve diventare un controllo politico. Chi li nomina i membri dell’Alta Corte? Quanto pesa la maggioranza politica al momento della composizione? Se la politica incide in modo significativo, quale è il rischio? Si soffocano i magistrati più scomodi. Un giudice che si trova a decidere in un processo di corruzione legato ad esponenti del governo sarà davvero libero? O tenderà ad essere più prudente? È condizionato o no? È importante che la giustizia disciplinare non diventi un’arma politica”

5) Questa riforma, oggetto del confronto odierno, inciderà sul funzionamento della giustizia?

Avv. Nerina Scorza: “La giustizia italiana ha problemi seri: processi lunghi, burocrazia, incertezza. Questa riforma li risolve o rischia di crearne di nuovi? Il Processo oggi si regge su un Giudice, un PM, il principio del contraddittorio ed un sistema di autogoverno che protegge i magistrati da interferenze esterne. L’esigenza principale dei cittadini è quella di avere decisioni giuste in tempi ragionevoli. Le riforme processuali degli ultimi anni hanno insegnato che cambiamenti drastici necessitano anni per funzionare a pieno regime (con la riforma Cartabia ancora navighiamo in mezzo al mare…). L’effetto di questa riforma costituzionale potrebbe essere un ulteriore allungamento delle tempistiche, basti pensare al dover riorganizzare uffici, le varie transizioni e tanto altro. È giusto migliorare i servizi, ma servono organi stabili, non continui terremoti istituzionali. Serve una “manutenzione seria” ed investimenti sicuri nella Giustizia. Questa non è la giusta cura: la giustizia necessita di riforme che la rendano più vicina ai cittadini, non alla politica. È un no, non al cambiamento, ma a questo cambiamento; questo non garantisce decisioni più giuste”

Avv. Giovanni Leonasi: “Questa riforma non si propone di risolvere i tanti problemi che affliggono la giustizia, non risolve il buco dell’ozono, l’effetto serra o la guerra del Golfo… Tende a smontare il sistema Palamara. A Lauria vi è un problema legato ai furti; secondo voi, lo risolviamo se becchiamo un ladro e gli diamo la pena massima? Oppure lo risolviamo aumentando le forze dell’ordine? Abbiamo dato l’ergastolo professionale a Palamara, e poi? Bisogna cambiare il sistema. Ad ogni concorso per la Magistratura vi sono 800 posti su 25.000 candidati: lo superano soltanto in 200. Non è un abuso della Magistratura sulla Magistratura? Chi compone le commissioni giudicatrici? Vogliono rimanere in pochi, è un comportamento eversivo. Montesquieu si rivolta nella tomba. È possibile mai che tutti i ragazzi non siano preparati? Oppure i magistrati vogliono rimanere da soli nelle stanze dei bottoni? Rischiamo di perdere una grande occasione come popolo per dire alla Magistratura, che amministra in nostro nome, di volere un sistema diverso”

CONCLUSIONI

Avv. Giovanni Leonasi: “Votate liberamente, non voglio fare appelli. Leggete la costituzione, è snella, chiara e scritta bene; la nostra è una costituzione corta, non può prevedere il meccanismo di tutto. Non bisogna ideologizzare il voto, è la cosa peggiore in un momento di alta democrazia. Il Referendum è più importante del voto elettorale. E’ vero, ci sarà un periodo di transizione, avremo qualche rinvio, ma avremo magistrati migliori. E’ più probabile che non, che vi siano persone con meriti e non solo per la tessera di corrente. La politica non deve entrare nella Magistratura ed è l’ultima possibilità per depoliticizzare la Magistratura da alcuni “parlamentarini”, ricordiamo sempre il noto Gratteri…”

Avv. Nerina Scorza: “Sono d’accordo in merito a Gratteri, che se vuole vendere libri può licenziarsi; quando si ricopre un determinato ruolo bisogna rispettarlo, non deve godere di alcuni benefici soltanto perché ricopre un determinato ruolo, lo Stato non paga lui la scorta per questo… Ritorno un attimo sul concorso, e specifico che non viene fatto dai magistrati. Perché dobbiamo votare no? Perché non c’è un quorum. Si andrebbero ad approvare una serie di modifiche non omogenee. Bisogna valutare pro e contro della riforma, quali sono i veri obiettivi di miglioramento.
Poi, 2/3 dei Giudici togati vengono estratti a sorte, ed un 1/3 (i laici) verrebbero estratti a sorte da un elenco di professionisti scelti dal Parlamento: non è manipolazione? L’Alta Corte verrebbe estratta da un elenco predisposto e controllato. Inoltre, mentre oggi il C.S.M. ricorre alla Corte di Cassazione l’Alta Corte ricorrerebbe al C.S.M., dunque i Giudici della porta accanto…”

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