Restivo, l’ombra di un terzo femminicidio: nuova inchiesta della BBC riapre il caso Jong-Ok Shin

POTENZA – Sta scontando due condanne per due diversi femminicidi, ma potrebbe essere collegato anche a un terzo omicidio. Torna al centro della cronaca il nome di Danilo Restivo, l’uomo condannato per l’assassinio della sedicenne potentina Elisa Claps e della sarta inglese Heather Barnett. Secondo una recente inchiesta giornalistica della BBC, infatti, Restivo potrebbe avere un ruolo anche nell’omicidio di Jong-Ok Shin, studentessa sudcoreana uccisa a Bournemouth nel 2002.

Il caso è riemerso in questi giorni grazie a un approfondimento realizzato dalla redazione di Panorama, trasmissione investigativa della televisione pubblica britannica, che mette in discussione la condanna di Omar Benguit, attualmente detenuto per quel delitto. Per i giornalisti inglesi, Benguit potrebbe essere vittima di un grave errore giudiziario.

Chi è Danilo Restivo

Per comprendere la portata delle nuove ipotesi investigative bisogna tornare indietro di oltre trent’anni. Il nome di Danilo Restivo emerse per la prima volta nel 1993, quando a Potenza scomparve Elisa Claps, studentessa di 16 anni. Della giovane si persero le tracce il 12 settembre di quell’anno e per 17 anni il suo corpo non fu mai ritrovato.

Solo nel marzo 2010 i resti della ragazza, ormai mummificati, vennero scoperti nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza. Nel frattempo Restivo si era trasferito nel Regno Unito, dove nel 2002 venne uccisa Heather Barnett, sarta e madre di due figli, trovata morta nel bagno della propria abitazione di Bournemouth dai figli minorenni.

Restivo è stato riconosciuto responsabile di entrambi i delitti e oggi si trova detenuto in un carcere inglese, dove sta scontando una pena complessiva di decenni di reclusione: 30 anni per l’omicidio Claps e 40 per quello di Barnett.

Il terzo delitto

Jong-Ok Shin, conosciuta dagli amici come Oki, era una studentessa sudcoreana che viveva e studiava a Bournemouth. Fu accoltellata a morte nel 2002 mentre rientrava a casa dopo una serata in un nightclub.

Per quell’omicidio venne arrestato Omar Benguit, già noto alle autorità per reati legati alla droga e aggressioni con coltello. L’uomo è stato condannato definitivamente nel 2005 e da allora si trova in carcere.

L’inchiesta della BBC sostiene però che Benguit potrebbe essere innocente. I giornalisti hanno riesaminato prove e documenti, tra cui immagini di videosorveglianza che — secondo l’indagine — non sarebbero compatibili con il profilo dell’imputato, mentre mostrerebbero somiglianze con Restivo, inizialmente attenzionato dagli investigatori ma poi escluso dopo la condanna di Benguit.

I presunti errori investigativi

Secondo la ricostruzione giornalistica, alcuni detective della Dorset Police e membri dell’accusa avrebbero esercitato pressioni su diversi testimoni, inducendoli a modificare le proprie dichiarazioni e arrivando, in alcuni casi, a fornire testimonianze ritenute inattendibili in tribunale.

L’inchiesta parla di almeno tredici deposizioni riviste o influenzate e di un possibile alibi dell’imputato che sarebbe stato screditato dagli investigatori. L’obiettivo, secondo la BBC, sarebbe stato quello di chiudere rapidamente un caso che aveva suscitato forte allarme pubblico, distogliendo l’attenzione da Restivo, mai sottoposto — sempre secondo i giornalisti — ad approfondimenti investigativi sufficienti.

Un’ipotesi già sollevata in Italia

La possibilità di un collegamento tra Restivo e l’omicidio della studentessa sudcoreana non emerge per la prima volta. Nel 2023 il giornalista Pablo Trincia aveva già affrontato il tema in un podcast prodotto da Sky Italia e Sky TG24 con Chora Media, dedicato alla vicenda Elisa Claps.

In una delle puntate, Trincia si era recato proprio a Bournemouth per analizzare il caso Shin e raccogliere testimonianze, tra cui quella della sorella di Benguit, che aveva denunciato le numerose contraddizioni emerse durante il processo.

Oggi, a oltre vent’anni dall’omicidio, la nuova inchiesta britannica riaccende i riflettori su una vicenda che potrebbe riscrivere uno dei casi giudiziari più controversi degli ultimi anni nel Regno Unito — e riportare ancora una volta il nome di Danilo Restivo al centro della cronaca internazionale.

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