Riflessioni ispirate dalla situazione della pandemia la scorsa primavera

EDITORIALE – Intorno a noi: i segni della Primavera, ma quanta tristezza nei nostri cuori! 

Madre Natura sembra voglia dirci: io continuo a donare tutto il bello che ho: le mie albe e i miei tramonti, la mia luce, il mio tepore, i miei fiori, il trillo degli uccelli!

Eppure, fino a qualche tempo fa, ci sentivamo in sintonia con essa: eravamo noi i fruitori di tante cose belle! Ora ci viene spontaneo pensare: perché tanta bellezza se non possiamo goderla?

Siamo costretti a stare in casa quando vorremmo uscire, passeggiare lungo il viale…ma non da soli, in compagnia dei nostri amici per chiacchierare e ridere, godere del verde che ci circonda! Stare seduti davanti al bar o sulle panchine della villa, guardare i bambini che giocano e ascoltare il loro vocio mentre si rincorrono e si abbracciano.

Ora, tutto questo ci è negato! Non dobbiamo e non possiamo farlo!

La Natura, tuttavia, confida nella nostra capacità di risalire la china, di sconfiggere il “male”, di ritornare alla “luce”!

Lei ci aspetta…paziente, per continuare a donarci, a piene mani, tutti i suoi meravigliosi tesori!!

Un virus subdolo e imprevedibile si è intrufolato nelle nostre vite, sconvolgendo la nostra quotidianità.

E’ proprio nelle circostanze difficili e dolorose , quando ci sentiamo più vulnerabili, che riusciamo a “camminare” nella nostra anima, esplorando pensieri, sentimenti, desideri, ritrovando quella parte di noi che neppure credevamo di avere e di conoscere. 

Come non considerare il proprio paese il rifugio ricercato da sempre, dove ti senti sicura, protetta, appagata?

E’ lì  che ritrovi la serenità che cercavi da tempo. Ogni angolo, ogni scorcio, ogni vicolo li senti familiari, risvegliano i ricordi che hanno accompagnato gli anni della giovinezza; a volte suscitano nostalgia, che non è rimpianto ma pacata e dolce accettazione di una realtà che, evolvendo negli anni, non si può cambiare.

E’ l’accettazione del tempo che passa inesorabilmente e segna l’ambiente che ci circonda e le nostre esistenze, non solo nel corpo ma anche nella mente e nell’anima. Nelle circostanze difficili si è portati ad apprezzare persone e luoghi che hanno sempre fatto parte della propria vita e dei quali non puoi più godere a causa di eventi che esulano dalla propria volontà.

Forse è stato proprio questo l’aspetto più negativo della chiusura alla quale ci ha costretto il coronavirus. Siamo stati privati del piacere di vivere il nostro paese, di uscire e di godere dei luoghi a noi cari, di incontrare le persone che conosciamo da sempre e con le quali abbiamo instaurato rapporti di amicizia veri e sinceri. 

Non potrò mai dimenticare un giovedì di marzo, quando eravamo in pieno lockdown. Uscii con l’auto per comprare alcuni giornali, in particolare la settimana enigmistica, che mi aiuta a distrarre la mente. 

Rientrai a casa con le lacrime agli occhi: non avevo mai visto il mio paese così!

Solitudine e silenzio…un vuoto fisico ma anche psicologico, un clima di infinita tristezza e di angoscia! Un’atmosfera surreale!

Le auto dei carabinieri presidiavano l’inizio e la fine del viale. Al ritorno mi fermarono, chiedendomi dove fossi andata. Mostrai i giornali spiegandone il mio bisogno. Gentilmente mi invitarono a tornare a casa.

Avvertii un sentimento di coesione e di “vicinanza” tra tutti noi cittadini, un grande senso di responsabilità da parte di tutti. Pensai: insieme, con sacrificio, tenacia e perseveranza riusciremo a superare questo triste momento!

Il mio segreto per non soccombere a questo lungo periodo di chiusura: tenere sempre la mente impegnata, dedicandomi ad attività che mi piacciono e mi gratificano. Innanzitutto ho letto tanto (anche libri letti tanti anni fa); ho scritto (ho continuato a scrivere la mia rubrica “Ricordi”, ho completato il libro “Le mamme di Annuccia” iniziato qualche tempo fa); mi sono cimentata a risolvere i giochi della settimana enigmistica; sono stata molto attiva sui social; ho comunicato con parenti e amici telefonicamente, ma anche con videochiamate, facendo lunghe e piacevoli conversazioni; ho seguito con piacere alcuni programmi televisivi.

Certo, ciò che può piacere a me, può non piacere agli altri. Importante è impegnarsi in quelle attività che ci fanno stare bene, che ci rasserenano e allontanano i pensieri negativi.