RIONERO IN VULTURE (PZ) – Si è conclusa tra applausi e partecipazione la prima edizione del “Villaggio Olimpico Scolastico”, che il 26 e 27 febbraio 2026 ha trasformato l’Istituto di Istruzione Superiore “G. Fortunato” di Rionero in Vulture in un laboratorio di sport, cittadinanza attiva e inclusione
Momento centrale della manifestazione è stato il corteo che ha visto sfilare insieme gli studenti del “Fortunato” e gli alunni degli Istituti Comprensivi “Granata” e “Preziuso”, in un clima di festa e condivisione ispirato ai valori olimpici Articolo 2. A guidare la parata, la torcia olimpica, passata simbolicamente nelle mani del campione paralimpico Nicky Russo: un gesto carico di significato, emblema di continuità e inclusione
Determinante anche il coinvolgimento dell’AIRC, che ha affiancato alla pratica sportiva la promozione della cultura della prevenzione e il sostegno alla ricerca scientifica, rafforzando il messaggio di uno sport inteso come benessere globale Articolo 2.
La presenza di atleti plurimedagliati a livello nazionale ed europeo ha impreziosito l’evento, rendendo concreto il motto olimpico Citius, Altius, Fortius – Communiter: non solo superare i propri limiti, ma crescere insieme nella solidarietà
Attraverso un percorso interdisciplinare che ha integrato attività motoria, riflessione sul benessere e confronto con esperti, gli studenti hanno vissuto un’esperienza formativa completa, orientata a contrastare sedentarietà e fragilità relazionali Articolo 2. Particolare attenzione è stata dedicata ai valori del movimento paralimpico, trasformando il concetto di limite in opportunità e valorizzando la diversità come risorsa collettiva
Il gran finale ha visto lo spegnimento del braciere olimpico affidato alla Coordinatrice Regionale di Educazione Motoria, Fisica e Sportiva, Giovannina Molinari, suggellando un’iniziativa che ha rafforzato il dialogo tra scuola e territorio
Il successo della manifestazione risiede nella capacità di aver costruito un ponte verso una comunità più inclusiva: in queste due giornate, a Rionero, il podio ha lasciato spazio a un traguardo condiviso, quello di camminare – e correre – fianco a fianco.








































