Rita Galietta sul podio con il suo racconto “Ritorno a casa” ad Agitazioni Letterarie a Castelluccio Superiore

Castelluccio Superiore (PZ) – Si è svolta ieri, 3 ottobre, a Castelluccio Superiore, la cerimonia di premiazione della sesta edizione di “Agitazioni Letterarie” – Premio mìsula®, il festival culturale lucano promosso dall’Associazione Culturale ETS Completa.Mente, con il patrocinio del Comune di Castelluccio Superiore, la collaborazione della Fondazione VOS ONLUS e il contributo, in qualità di Sponsor Principale, della linea di cosmetica d’eccellenza mìsula®, firmata Maylea (Gruppo VOS S.p.A.). La manifestazione, articolata tra incontri culturali, cinema, passeggiate nel borgo e momenti di confronto con autori italiani, ha accompagnato il pubblico in un fine settimana dedicato alla letteratura e alla cultura, con Castelluccio Superiore ancora una volta protagonista di un appuntamento capace di valorizzare il territorio attraverso le parole, le storie e la creatività. Il momento conclusivo è stato rappresentato dalla cerimonia di premiazione, che ha chiuso la sesta edizione del festival e celebrato gli autori e le opere protagonisti del Premio mìsula®. Evento che chiude il sipario oggi visto il ricco calendario di attività sul territorio.
Tra i premiati nelle diverse categorie la professoressa lauriota Rita Galietta che con il suo racconto inedito (sezione C) si è classificata al secondo posto e che parla dei 17 internati militari laurioti. Di seguito un mini estratto dell’intervista: “Dei caduti della Seconda guerra mondiale di Lauria, ce ne sono 17, con un’età media di 24-25 anni. Caddero tra Francoforte e Danzica, nei campi di concentramento. Erano soldati internati militari.
L’8 settembre, insieme a circa 700.000 italiani, dissero no alla Repubblica di Salò, dissero no ai soldati nazisti e furono fatti prigionieri di guerra. Dopo poco tempo fu riproposto loro di arruolarsi negli eserciti nazifascisti, ma anche questa volta dissero di no. Cominciò così la Resistenza e furono trasformati da prigionieri di guerra, tutelati dalla Convenzione di Ginevra, in internati militari, sottoposti a un trattamento durissimo.
Dei 700.000 italiani internati, molti tornarono. Ma non ci fu un grazie per questi soldati. Non ci fu un grazie. I 17 di Lauria erano molto giovani, molto giovani. Qualcuno è sepolto nei sacrari militari tedeschi, mentre quelli che sono tornati sono stati avvolti nel silenzio. Infatti, io chiudo il racconto proprio con la neve che scende silenziosa sui vivi e sui morti. La neve che scende silenziosa sui vivi e sui morti.”

Pubblicità