Rivello (PZ) – Il fiume Noce è un’immensa ricchezza per l’intera Valle che da esso trae non solo il nome, ma anche tutti i benefici collegati a questa importante risorsa idrica, ambientale, naturalistica e paesaggistica. Un fiume può essere ristoro, può essere ecosistema, può essere fonte energetica. Lo sapevano bene i nostri antenati che proprio sulle sponde dei fiumi cercavano il luogo ideale per fondare le proprie comunità. I monaci italogreci raggiunsero, nell’Alto Medioevo, i nostri territori e predilessero proprio le sponde del fiume Noce per stabilirsi e fondare i propri cenobi. Sulle rive del fiume, a Rivello, in località Fiumicello, sorgeva un antico monastero dedicato a San Pietro, di cui oggi resta la memoria soltanto nel nome del luogo e di una fontana da cui sgorga, incessantemente, acqua fresca per tutti. Nelle immediate vicinanze, nel VI secolo a.C., un altro luogo di culto si innalzava su quelle stesse rive. Si trattava di un santuario dedicato alla dea italica Mefite, divinità legata alla dimensione dell’acqua e invocata per la fertilità dei campi e la fecondità femminile, come ci dimostrano i numerosi reperti archeologici rinvenuti in località Colla di Rivello. Diversi mulini, inoltre, costellavano, sin dall’antichità, il fiume e, sfruttando l’energia dell’acqua, rappresentavano una significativa rete economica per il paese. Oggi, purtroppo, di queste importanti presenze non restano che la memoria, numerose evidenze archeologiche, qualche costruzione, frammenti di muri. Ma il fiume, con il suo perpetuo e inesorabile scorrere, talvolta più lento, talvolta più rapido, può rappresentare anche un confine o un passaggio, a seconda di quale prospettiva si voglia usare per guardarlo. Sui fiumi l’uomo ha costruito i ponti, rendendo ciò che poteva sembrare in apparenza un limite, un’opportunità di ri-congiungimento con “l’altrove”, con ciò che c’è “al di là”. Ed è così che nel territorio di Rivello, lungo il corso del fiume Noce, attraversando sentieri fatti di natura incontaminata, atavica religiosità espressa in peculiari cappelle rupestri o icone votive, e vecchie mulattiere, si possono trovare ben 9 ponti in muratura, alcuni di origine romana, altri medievali. Uno di questi, chiamato dai rivellesi il “Ponte Grande”, si erge ancora maestoso ai piedi del centro storico dove, molto prima che venissero inventate le automobili e costruite le strade asfaltate, c’era una via di accesso al paese che si percorreva a piedi, o con piccoli carretti trainati dagli asini. Chi lo percorreva poteva farsi trasportare dal suono confortante e al tempo stesso sibillino dell’acqua che si getta sulle rocce, per poi riprendere il suo eterno cammino fino al mare. Il ponte, data la sua architettura appuntita, è in stile gotico. L’interno è vuoto, e si può attraversare. Due piccole aperture, che sembrano due occhi, ti fanno affacciare su un paradiso di acqua, verde e bellezza. Accanto al ponte un antico rudere, ormai dismesso, fa presupporre l’esistenza di un piccolo santuario. Le pietre rimaste, incastonate una all’altra, ci riconsegnano comunque la sacralità del luogo, e ci fanno percepire che volessero dire ai pellegrini che uscivano dal paese o che vi entravano, “qui sarete sempre protetti”. Nel 1880, sopra l’antico ponte, ne fu costruito un altro, più grande. Quasi a volerlo inglobare, senza per fortuna riuscirci. Forse più a preservarlo. Ed oggi, l’immagine che ci viene riconsegnata è quella di due archi che sembrano volersi abbracciare, senza tuttavia toccarsi mai. Un luogo di una bellezza semplice e disarmante al tempo stesso, dunque. Un luogo che oggi, grazie al progetto pilota finanziato dalla Regione Basilicata nell’ambito dei Contratti di Fiumi, potrà essere maggiormente valorizzato e reso fruibile. Già in passato era stata operata una importante bonifica dell’area intorno al fiume e al Ponte Grande poiché essa, per la scelleratezza dell’uomo che spesso abusa delle risorse dell’ambiente piuttosto che preservarle, era stata adibita a sito di stoccaggio di rifiuti. L’intervento aveva riguardato la messa in sicurezza e il recupero dell’area, trasformandola in uno spazio riqualificato. Dal 9 luglio scorso, le operazioni di recupero della zona sono ricominciate. In una nota, il Comune di Rivello, presenta così i lavori di riqualificazione, valorizzazione e messa in sicurezza del Ponte Grande: “Come vi avevamo annunciato, l’area di 500 mq verrà rifunzionalizzata con un primo punto di accoglienza, centro informativo e un anfiteatro. Il progetto è quello promosso dal Flag Coast to Coast che vede Rivello in partenariato con i comuni della Valle (Lauria, Nemoli, Trecchina e Lagonegro).
per sostenere e condividere un unico progetto, sempre in linea con il nostro principio di collaborare per uno sviluppo strategico e concreto di tutto il territorio. Alleghiamo alcune foto – che si possono visionare sulla pagina facebook ufficiale del comune (n.d.r.) – per aggiornarvi sui lavori in corso. Per adesso abbiamo pulito la zona del ponte e montato il ponteggio che servirà a ripristinarne le cortine murarie e effettuare i primi interventi di preconsolidamento. Seguiranno aggiornamenti”. Un esempio virtuoso di valorizzazione del patrimonio artistico – architettonico e ambientale insieme, dunque, che si spera possa dare presto i suoi frutti ed inserirsi all’interno di un più ampio progetto di promozione culturale e sensibilizzazione ecologica.










































