Rivello, il Grest 2026 racconta San Francesco d’Assisi: dieci giorni di crescita, teatro e fraternità

RIVELLO (PZ) – Anche quest’anno i bambini di Rivello hanno potuto vivere un importante momento di socialità, riflessione spirituale, allegria, condivisione e divertimento, grazie al Cre-Grest 2026. L’esperienza ha preso vita grazie all’impegno dell’Oratorio e del parroco don Mario Tempone che, rinnovando la sua vicinanza alla comunità giovanile rivellese, ha permesso anche quest’anno di offrire uno spazio al tempo stesso didattico-educativo e ludico-ricreativo.

Il Grest (acronimo di GRuppo ESTivo) è un’esperienza estiva che centinaia di oratori in tutta Italia dedicano a bambini e ragazzi. Solitamente attiva nelle prime settimane dopo la fine della scuola essa unisce intrattenimento e crescita formativa attraverso giochi, laboratori, musica e momenti di riflessione guidati da educatori e giovani animatori. Ogni anno il Grest propone un tema diverso. Per il 2026 si è scelto, per la prima volta, non un concetto o un’esperienza, bensì una persona: San Francesco d’Assisi. Nella ricorrenza dell’ottavo centenario dalla sua morte, infatti, ad accompagnare l’estate di migliaia di ragazzi, sotto il titolo di “Bella Frà”, è stata proprio la figura del “Poverello di Assisi”; una figura caratterizzata da quella felicità che viene dal Vangelo, capace di segnare la storia del mondo e della Chiesa con la sua umiltà e la sua indole rivoluzionaria.

A tal proposito i tantissimi bambini che hanno preso parte al Grest di Rivello, hanno seguito, nel corso dei dieci giorni di attività, un percorso di cinque tappe: sogno, povertà, pace, lode, fraternità. Ogni tappa ha rappresentato un momento fondamentale di dialogo, crescita e meditazione, capace di avvicinare i giovani non solo alla figura esemplare di San Francesco ma anche a Dio e alla bellezza del suo creato.

Il percorso è stato propedeutico anche per la preparazione di uno spettacolo teatrale incentrato sulla figura di San Francesco, andato in scena a conclusione del Grest lo scorso 4 luglio presso il suggestivo chiostro del convento di Sant’Antonio.

Dal titolo “Laudato sii, o mio Signore. La vera storia di San Francesco d’Assisi”, la rappresentazione è stata interpretata dai giovanissimi attori della fascia d’età di 12 anni. I ragazzi, in appena dieci giorni, hanno studiato, memorizzato e interpretato i personaggi in maniera brillante ed eccellente, regalando al numeroso pubblico presente uno spettacolo profondo, emozionante e non privo di momenti ilari e giocondi. Grazie alla creatività dei ragazzi e degli animatori, attraverso l’utilizzo di materiali di riciclo, sono stati realizzati oggetti di scena ed abiti, dimostrando che anche oggetti in apparenza insignificanti o destinati al macero, possono acquisire nuova vita e diventare cose utili e funzionali. La messinscena ha inoltre coinvolto tutte le classi del Grest, dalla prima elementare alla seconda media, che si sono cimentate nella preparazione di canti e balli a tema che hanno trasformato la rappresentazione in un vero e proprio musical, all’interno del quale recitazione, musica e danza si sono magistralmente combinati.

Ma la vera forza dello spettacolo dedicato a Francesco d’Assisi risiede nel messaggio che i ragazzi hanno voluto consegnare al pubblico. Nel 2026, anno in cui ricorrono gli ottocento anni dalla morte del Santo, i giovani rivellesi hanno scelto di raccontarne la storia non soltanto per custodirne la memoria, ma per rendere vivo e attuale il suo insegnamento, trasformandolo in un dialogo capace di parlare al presente. Il cambiamento del mondo, sembra ricordarci Francesco, non nasce necessariamente dai grandi gesti, ma spesso dalle azioni più semplici e umili: dalla capacità di condividere, di prendersi cura degli altri, di donarsi senza riserve, di scegliere il bene anche quando appare la strada più difficile. In un tempo segnato da guerre, divisioni e odio, il messaggio del Santo conserva una straordinaria forza: esiste ancora una via diversa, quella della semplicità, della pace, dell’amore verso il prossimo e del rispetto per ogni creatura vivente.

Con questo spettacolo, i ragazzi hanno lanciato un invito che va ben oltre la rappresentazione teatrale: credere nella possibilità di un futuro migliore, costruito giorno dopo giorno sulla fraternità, sulla bontà e sulla bellezza di un cuore autenticamente capace di amare.

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