Rizzo: «Il nome del Parco del Pollino non si tocca. Priorità sono sviluppo e comunità»

VIGGIANELLO (PZ) – Il sindaco di Viggianello, Antonio Rizzo, interviene nel dibattito sul possibile cambio di denominazione del Parco Nazionale del Pollino, tema che negli ultimi giorni ha acceso discussioni e posizioni contrapposte. «Leggo alcune dichiarazioni e sento il dovere di esprimermi – afferma – provando a rispettare tutti, anche chi la pensa diversamente da me».

Rizzo ricorda come il Parco, che comprende 56 comuni, tre province e due regioni, sia un territorio «vastissimo e variegato», che dalle quote più basse raggiunge i 2.267 metri delle sue cime più note. «È un territorio di straordinaria bellezza, il cui simbolo è il Pino Loricato», sottolinea il sindaco, ripercorrendo anche le aspettative con cui, al momento della costituzione dell’ente, molti amministratori scelsero di farne parte: «Si immaginava un’opportunità di sviluppo e maggiori risorse. Poi, scoperta una torta minuta e piena di vincoli, in molti si sono pentiti. Oggi, delusi, non hanno né torta né alternative».

Il primo cittadino mette l’accento sulle difficoltà dei territori interni, segnati da problemi strutturali che gli amministratori «cercano di affrontare spesso in solitudine». La sfida, osserva, resta quella di conciliare «tutela e sviluppo, protezione e innovazione», in un contesto in cui alcune aspettative sono rimaste inevase ma in cui il Parco ha comunque rappresentato un fattore di «promozione e identificazione».

«L’identità è un valore – sottolinea –. Fuori regione non dico di essere di Viggianello: dico di essere del Pollino, un richiamo spesso più forte dello stesso “sono lucano”. Siamo tutti figli del Pollino».
Un’identità che però rischia di indebolirsi, avverte, di fronte a fenomeni ormai cronici: denatalità, spopolamento, emigrazione giovanile. «E cosa facciamo? Ci concentriamo sul cambiare il nome del Parco? Non riesco a capire cosa migliorerebbe e per chi. È l’ultimo dei problemi».

Secondo Rizzo, modificare la denominazione «alimenterebbe ulteriormente divisioni e campanilismi», dinamiche che giudica già evidenti proprio nelle proposte di cambio nome. «Se c’è qualcosa che funziona, forse l’unica tra molte contraddizioni, è proprio il nome: breve, identitario, facilmente comunicabile. Pollino è la montagna più alta del Sud Italia, la montagna di Apollo: un riferimento chiaro a un territorio vasto e riconoscibile».

«Il nostro compito – conclude – è migliorare le condizioni di vita in quest’area, unendo e non dividendo. Io sono fiero di vivere il Pollino, che è tutto bellissimo nella sua interezza. Per questo sono totalmente contrario, e contrariato, dalle richieste di cambio nome del Parco».

Rizzo annuncia infine che esporrà «nelle sedi opportune» una posizione più articolata, disponibile al confronto «su analisi utili e corrette», ma non disposto ad accettare «moralismi e ipocrisie, di cui si è già sentito abbastanza».

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