Rizzo: “resto nel PD”. Ecco come cambia il quadro politico del Lagonegrese

In un lungo post notturno il giovanissimo sindaco di Viggianello chiarisce la sua posizione. La scelta ricade sui dem: «è l’unico laboratorio politico in grado di trovare le soluzioni». Forse il no più drastico, e sofferto. Una presa di posizione attesa dai più, con tanti e diversi rumors che si alternavano nella vigilia. Per molti, infatti, – considerata la storia politica di grande vicinanza all’ ex premier – il giovane amministratore della Valle del Mercure aveva tutte le carte in regola per rappresentare il front-man, l’uomo simbolo della neonata creatura renziana in Basilicata.

Niente “Italia Viva” dunque. Posizione condivisa da molti sindaci “renziani” in giro per l’Italia, senza strascichi polemici da parte del senatore di Scandicci, che commentava così la decisione del sindaco di Firenze Dario Nardella: «Ha fatto benissimo a non lasciare il Pd» perché la scissione «non è una operazione per portare via amministratori ma per riportare la gente a entusiasmarsi della politica».

Tornando sul piano locale, il primo a scendere in campo è stato il sindaco di Lauria Angelo Lamboglia, che ha deciso di continuare l’ esperienza coi democratici, come chiarito in una nota: «rispetto la scelta di Renzi ma non la condivido nel metodo e nel merito – sono le parole del primo cittadino lauriota – che conclude affermando: «credo nello spirito riformista ed innovatore che portò alla nascita del PD».

C’è poi, invece, chi va in controtendanza: è il caso del sindaco di Latronico Fausto De Maria. Lui, fedelissimo renziano, ha chiarito, come «io con coerenza, nel bene e nel male, ho sempre sostenuto Matteo Renzi per convinzione e mai per convenienza», chiarendo che «ora appoggiare Renzi politicamente può rappresentare un rischio…ma io dico: finalmente!».

Si compone, cosi, sempre più il puzzle politico del Lagonegrese, in attesa della presa di posizione dell’ex governatore Marcello Pittella che sembrerebbe essere, però, imminente.