Rotary International: pace, prevenzione e risoluzione dei conflitti (PARTE PRIMA)

EDITORIALE – Nel calendario rotariano il mese di febbraio è dedicato alla pace, alla prevenzione e alla risoluzione dei conflitti.

Il tema della pace è stato uno dei temi prediletti dal nostro fondatore, Paul Harris, che definiva il Rotary “un microcosmo di un mondo in pace, un modello che le nazioni faranno bene a seguire”.

Il Presidente del Rotary International 2020-2021, Holger Knaack, nel suo messaggio mensile ci ricorda: “Il 23 febbraio è l’anniversario del Rotary, ma febbraio è anche il mese in cui ci concentriamo sulla promozione della pace. Il motivo è questo: contribuire alla pace e alla comprensione internazionale è una delle nostre massime priorità fin dalla nascita della nostra organizzazione. Ci sentiamo chiedere spesso: “Come possiamo farci coinvolgere nel processo di pace?”. Numerose sono le vie del Rotary che portano alla pace. I nostri programmi per i giovani e l’opera dei Comitati Inter Paese e del Gruppo d’azione Rotary per la pace sono tutti rivolti in direzione della Pace Positiva. Un’altra via è data dal Rotarian Peace Projects Incubator (RPPI), una collaborazione stimolante tra Rotariani, Rotaractiani, Borsisti della pace e Alumni del Rotary. L’RPPI, guidato dai Rotariani di Svizzera e Liechtenstein, ha indicato 48 progetti mondiali che ogni club può supportare direttamente o mediante sovvenzioni globali alla Fondazione Rotary… Siamo operativi da 116 anni grazie alla nostra solida etica, alla nostra passione per Servire al di sopra di ogni interesse personale e al nostro approccio unico alla risoluzione dei problemi. Uno dei nostri maggiori punti di forza è il modo in cui tendiamo la mano alle nostre comunità per unire individui di ogni estrazione e per aiutare il prossimo, al di là di ogni divisione di carattere nazionale, etnico, religioso e politico. In questo mese celebriamo la nostra storia e le varie soluzioni con cui Il Rotary crea opportunità per favorire la comprensione, la benevolenza e la pace: la nostra missione più importante.”.

Facciamo un passo indietro nel tempo e cerchiamo di capire le ragioni filosofiche di questo approccio rotariano che parte da molto lontano.

Il dodicesimo capitolo del libro “Questa epoca rotariana” pubblicato da Paul Harris nel 1935 è intitolato “Il concetto rotariano di un mondo in pace è utopico?”

Scrive Paul Harris: “Se fra gli obiettivi del Rotary ve ne fosse uno che potesse apparire particolarmente retorico, sarebbe forse quello secondo il quale “il progresso dell’amicizia si realizza attraverso la fratellanza internazionale di uomini d’affari e professionisti uniti dall’ideale del servire”. Eppure, nonostante tutto, uomini d’affari di successo, di buon senso e di gran senno, appartenenti ad ottanta nazioni nutrono profonda fede in esso. Pedagogisti eminenti di molte nazioni diverse condividono lo stesso ottimismo.

Non passerà molto tempo perché il Rotary possa vantare la propria cittadinanza in un centinaio di paesi, ma viene da chiedersi se un’organizzazione del genere, con diverse migliaia di club localizzati nei centri vitali di tante nazioni, possa esercitare un’apprezzabile influenza su quell’istituzione che chiamiamo “guerra”. Questo è un quesito veramente importante.

Se la guerra fosse razionale, si potrebbe prontamente rispondere “sì”, ma raramente la guerra è razionale. La guerra non ripaga né il vincitore né il vinto e, nella migliore delle ipotesi, è la cosa peggiore che esseri umani possano sperimentare.

La guerra è la conseguenza di passioni sfrenate, di passioni generate dalla cupidigia e dall’invidia, dall’intolleranza, dall’arroganza, dalla rivalità ed infine dall’odio, trasformato in furore dalle menzogne, attendibili o meno, plausibili o no, sublimi e assurde. In tempi di minaccia di guerra o di conflitto in atto la brama di dire bugie diventa insaziabile, ed esse vengono prese per buone. Chi manifesta opinioni diverse viene posto sotto il controllo di un comitato di vigilanza i cui componenti gli instillano nel cervello che in tempo di guerra le menzogne sono consentite e debbono essere accettate con vera gioia…

Il Rotary si sforza di incoraggiare l’usanza di un rispetto amichevole nelle relazioni internazionali.

Secondo il modo di pensare di molti, la diffidenza ed il senso del patriottismo sono sinonimi. In quest’ottica si pensa che agisca correttamente chi abitualmente attribuisce ai propri compatrioti motivazioni onorevoli ma considera un traditore colui che predica ponderazione prima di condannare quelle stesse motivazioni nei confronti di uomini di altri paesi.

Il progetto del Rotary, in realtà, non è il ripiego dell’ultimo momento.

Il Rotary iniziò molti anni fa la sua campagna per promuovere l’amicizia internazionale; in quest’importante azione, esso è un pioniere. Il Rotary non conosce frontiere, il suo sole non tramonta mai. Nella vastità del suo dominio, in Europa, Asia, Africa, Nord e Sud America ed in Australia, continua paziente e deciso l’opera di promozione internazionale dell’amicizia e della comprensione.

Sono molti gli ostacoli che l’amicizia deve superare: differenza di idiomi, di religioni, di razze, di costumi, l’eterno provincialismo, l’intolleranza e il complesso di superiorità. Per fortuna questi ostacoli non sono insormontabili; in un modo o nell’altro vengono gradatamente superati.

Il Rotary, nel suo sforzo di promuovere la comprensione fra i popoli, fa ricorso agli stessi mezzi che ebbero successo agli inizi del movimento: i rapporti di amicizia. L’unica differenza essenziale sta però nel fatto che, allora, l’esperimento coinvolse rappresentanti di razze diverse e gruppi religiosi operanti in un’unica città, mentre oggi hanno preso parte alla gloriosa avventura cittadini di quasi tutte le nazioni del mondo.

È giunto il tempo delle organizzazioni internazionali. Il Rotary avrebbe potuto essere esclusivamente un’istituzione americana; non lo è stato perché i suoi orizzonti andavano oltre. Non c’era altra ragione, in realtà, perché il Rotary diventasse internazionale più di quanto non ce ne fosse per ogni altra istituzione religiosa, etica, scientifica o di qualsiasi altra specie. Ma ora che il Rotary ha conquistato un rango internazionale anche altre organizzazioni dello stesso tipo e di diversa ispirazione acquisteranno una prospettiva internazionale.

Coloro che hanno a cuore la conservazione della pace devono incoraggiare l’affiliazione alle varie organizzazioni internazionali; una più ampia capacità di comprensione farà crescere l’interesse ed aumenterà l’efficacia di queste associazioni.”.

È chiaro quindi che le radici della rete di rappresentanti del Rotary precedono la stessa creazione formale delle Nazioni Unite, dopo la Seconda Guerra mondiale. Nel 1942, i Rotary club provenienti da 21 nazioni organizzarono una conferenza a Londra a cui parteciparono i Ministri dell’istruzione, per sviluppare idee su come far progredire l’istruzione, la scienza e la cultura tra le nazioni. Questo incontro portò all’organizzazione conosciuta come UNESCO, l’organizzazione educativa, scientifica e culturale delle Nazioni Unite.

Delegazioni di soci del Rotary hanno concorso alla redazione della Carta dell’ONU a San Francisco nel 1945 e hanno dato all’organizzazione un forte appoggio durante i suoi primi anni, fino a quando la guerra fredda non l’ha trasformata in una questione ideologica. La partecipazione del Rotary è diminuita nel corso dei decenni successivi in linea con il suo regolamento contrario ad un coinvolgimento politico.

La scintilla che ha riacceso l’interesse del Rotary nelle Nazioni Unite è stato il lancio della campagna per l’eradicazione della polio nel 1985, e la successiva partnership con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’UNICEF.

“Con l’avvento di PolioPlus [la campagna del Rotary contro la polio], è diventato estremamente importante ristabilire la nostra presenza”, ha spiegato Jenkins.

Nel corso del tempo, l’influenza delle organizzazioni non governative alle Nazioni Unite è migliorata, le questioni concernenti l’ambiente, la salute, l’educazione, e i diritti umani hanno preso preponderanza e conquistano un posto di maggiore rilievo nell’ordine del giorno. Di conseguenza, l’influenza del Rotary è ulteriormente attecchita. L’impegno del Rotary nel campo della salute materna e infantile, dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie, dell’istruzione, hanno tratto beneficio da questi legami, e hanno seguito molti degli Obiettivi di sviluppo del millennio delle Nazioni Unite.

Il Consiglio centrale del Rotary International ha ampliato progressivamente la rete rappresentativa, per includere le agenzie specializzate delle Nazioni Unite con sede a Ginevra, Vienna e Parigi. I rappresentanti sono anche legati ad altri grandi gruppi internazionali, come il Programma Alimentare Mondiale, l’Organizzazione dell’Unità Africana e il Commonwealth delle Nazioni. Il network oggi è composto da 30 dirigenti del Rotary, nominati dal Presidente del RI, che comunicano le priorità del Rotary su base regolare a questi vari organi.

DOMANI PUBBLICHEREMO LA SECONDA PARTE DELL’EDITORIALE