Sale la tensione tra 5stelle e dem, il nuovo governo rischia di non vedere la luce

Un ennesimo colpo di scena rischia di sbarrare la strada alla nascita del nuovo esecutivo. Quando sembrava, oramai, tutto definito – o quasi – ci ha pensato il capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio a gettare più di qualche ombra sulla dirittura di arrivo dell’accordo, con un’ inattesa uscita a gamba tesa: «Abbiamo presentato alcuni punti che riteniamo imprescindibili. Se verranno accolti bene, altrimenti meglio andare al voto e, aggiungo, anche presto», le parole che segnano il passaggio più duro. E netto.

Ma aldilà dei contenuti, è il tono – e i modi plastici, quasi volutamente plateali – col quale il leader grillino ha sferrato l’attacco, a destare sconcerto tra i nuovi alleati. Una presa di posizione con una tempistica inusuale, arrivata dopo le consultazioni e l’incarico per formare un nuovo governo ufficialmente assegnato a Giuseppe Conte dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ma cosa c’è dietro? Colpa – o merito – dei sondaggi, oppure la quasi certa uscita di scena da ruoli di primo piano, cosi come chiesto dal Partito Democratico?

Il vero sospetto è un altro. E cioè che Di Maio, i cui rapporti personali con l’ex alleato Matteo Salvini sono sempre stati ottimi, non abbia definitivamente abbandonato la stima (e i contatti) verso il leader della Lega, che dal suo canto sta facendo di tutto per far saltare il banco ed andare ad elezioni.

L’unica strada per aprire questo scenario sarebbe quella di spaccare i pentastellati (con l’aiuto di Di Maio appunto) e, visti i numeri risibili della nuova maggioranza, ottenere il ritorno alle urne.

Ma se Atene piange, Sparta non ride è il caso di dire. Anche nel centrosinistra, infatti, aleggia più di qualche incognita sull’accordo, con la figura ingombrante dell’ex premier Matteo Renzi e i timori del Segretario Zingaretti, impaurito dalla trappola di un sostegno solo momentaneo dei parlamentari vicini al Senatore fiorentino, che potrebbero dettare l’agenda o far mancare l’appoggio in qualsiasi momento.

Una situazione complessa quindi. Che lascia aperti tutti gli scenari.