San Sago, i sindaci in Regione ne chiedono la delocalizzazione. Bardi: ‘pronto a incontrare Occhiuto per una soluzione condivisa’

POTENZA – A duecento metri dal confine con la Basilicata, in territorio calabro, a ridosso del fiume Noce e del mare, la possibile riapertura dell’impianto di depurazione di rifiuti liquidi pericolosi e non in località San Sago a Tortora continua a mobilitare sindaci, associazioni, comitati e cittadini. 


Questa mattina, i primi cittadini della Valle del Noce e della costa tirrenica, lucani, calabresi e campani, sono stati ricevuti dal presidente della Giunta Vito Bardi, mentre un sit-in di cittadini e associazioni davanti al palazzo del Consiglio ha chiesto l’annullamento della valutazione di incidenza ambientale concessa dal Dipartimento Ambiente.


L’assessore Gianni Rosa riferisce che i tecnici non hanno rilevato elementi di criticità nel processo di depurazione che interesserà le acque dell’impianto. Ma i primi cittadini ne chiedono la delocalizzazione, anche sulla base dell’esperienza del passato 


Sorto 30 anni fa e chiuso nel 2013 per irregolarità e sversamenti – potrebbe essere riaperto su decisione della Regione Calabria per trattare residui industriali speciali, in un’area a forte vocazione turistica

“Sono disponibile a incontrare il presidente della Regione Calabria per trovare una soluzione politica all’apprensione generata nei cittadini dalla possibile riapertura dell’impianto di San Sago di Tortora”.
Questa la dichiarazione che il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha dato ai sindaci della Valle del Noce durante l’incontro tenutosi a Potenza.