Sanità, audizioni in quarta commissione. Ascoltati i rappresentanti sindacali e del Comitato difesa ospedale metapontino su ipotesi nuovo piano sanitario. Audito poi il tenente Giuseppe Di Bello

Ascoltati i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Fp-Uil, Fials e del Comitato difesa ospedale metapontino sull’ipotesi di nuovo piano sanitario. Audito poi il tenente Giuseppe Di Bello della Provincia di Potenza sulla vigilanza itticovenatoria.

Seduta dedicata quasi esclusivamente al tema sanità quella di oggi della quarta Commissione consiliare permanente (Politica sociale), presieduta da Massimo Zullino (Lega). Sono stati auditi l’ex sindaco di Pisticci, Vito Di Trani e Gianni Di Pierri in rappresentanza del Comitato difesa ospedale del Metapontino, sul Nuovo piano sanitario regionale.

“Non c’è – ha detto Di Trani – una situazione chiara per quanto riguarda il nuovo piano sanitario regionale. Non abbiamo materia su cui discutere e per questo vogliamo dare suggerimenti per redigere il nuovo importante strumento sanitario. Nel metapontino il bacino di utenza, con l’arrivo della stagione estiva, diventa tre volte superiore ed ogni cittadino ha diritto di essere assistito. Le infrastrutture esistenti non consentono spostamenti agevoli da un centro all’altro ma alle tante persone che arrivano nelle nostre zone per le vacanze bisogna dare assistenza. E’ opportuno studiare bene l’intero territorio e comprendere quali sono le migliori soluzioni affinché sia possibile garantire a tutti il diritto alla salute”.

“Il nostro obiettivo -ha detto Gianni Di Pierri – è dare un contributo affinché si raggiunga l’obiettivo di dar vita ad una riforma che tenga in debito conto le peculiarità dell’intero territorio regionale. Il metapontino ha solo l’ospedale di Policoro che è sotto organico e la struttura ex ospedaliera di Tinchi oggetto di molti interventi ma inutilizzata. Nell’ospedale di Policoro mancano i medici. La nostra idea è quella di dar vita ad un ospedale del metapontino raccordandolo con l’ospedale di Policoro e con quello di Tinchi. Ciò consentirebbe di avere un presidio ospedaliero unico sul territorio che darebbe risultati in termini di efficienza”.

Successivamente la commissione ha ascoltato i rappresentanti della Cgil, Cisl e Uil e il Segretario regionale Fials (Federazione italiana autonomie locali e sanità) sul riparto del Fondo sanitario regionale, e il rappresentante della Fp-Uil sulla proposta di Istituzione dell’elenco regionale della Basilicata degli Operatori socio sanitari.

“Gli ospedali – ha detto il segretario regionale della Cgil, Angelo Summa – si finanziano non con la ripartizione delle risorse ma con il numero di prestazioni che svolgono. Il fondo regionale non può incidere più del trenta per cento. Lo dicono le leggi nazionali e regionali e non comprendo la convocazione dei sindacati da parte della commissione”.

“L’azienda ospedaliera San Carlo – ha detto Antonio Guglielmi, Segretario regionale della Uil -Fpl – dove in mattinata si è svolto un incontro, ha annunciato decisioni estremamente gravi per i dipendenti minacciando di mettere in discussione i servizi e rinnegando l’accordo sulle progressioni orizzontali. Vogliamo che il Consiglio regionale si renda conto che c’è una situazione di grande sofferenza e che a questa situazione va posto rimedio. Vogliamo che la politica decida perché la situazione è insostenibile. Vi chiediamo di scegliere e fare chiarezza”.

“Siamo preoccupati – ha detto il segretario regionale della Cisl funzione pubblica, Pasquale Locantore – per l’incertezza nel riparto fondi come da norma per garantire l’assistenza e il diritto alla salute dei cittadini lucani che ormai sempre più vanno fuori regione a curarsi, così come tanti medici dell’azienda ospedaliera san Carlo abbandonano la struttura per l’incertezza determinata da una governance poco attenta. Siamo oltremodo preoccupati anche dei livelli occupazionali”.

Giuseppe Verrastro della segreteria regionale Uil-Fp è intervenuto sulla proposta di istituzione dell’elenco regionale della Basilicata degli Operatori socio sanitari.

“Chiediamo – ha detto – alla commissione di farsi carico della proposta che sta prendendo piede in tutto il Paese e che punta alla valorizzazione di questa professione. Per tutte le altre esistono gli albi ed ecco perché auspichiamo che anche in Basilicata venga redatto un elenco per mappare quanti operatori esistono e come sono dislocati”.

“Preoccupiamoci – ha commentato il segretario regionale della Uil, Vincenzo Tortorelli – di come garantiamo il diritto alla salute. Il dato che 30 mila lucani vadano fuori regione a curarsi è preoccupante così come preoccupanti sono le scelte che ricadono sui lavoratori e sulla comunità. Costruiamo insieme un nuovo modello di sanità lucana. Vi chiediamo di fare le scelte lì dove le cose non funzionano”.

Luciana Bellitti, segretaria regionale della Fials si è detta “preoccupata per la gestione dell’ospedale San Carlo. Sento il dovere come cittadina – ha aggiunto – di chiedervi un intervento immediato. Non si possono fare prenotazioni e la gestione manageriale non va”.

Dello stesso parere Francesco Allegrini, anestesista rianimatore per il quale “Il San Carlo è a scartamento ridotto e non per colpa degli operatori che lavorano da tempo sotto organico. La direzione ci ha comunicato che non possiamo svolgere ore in più ma noi siamo pronti a farlo gratis pur di venire incontro alle esigenze dei malati e della nostra comunità. Chi ci comanda non vuole risolvere i problemi”.

Sul tema sono intervenuti, oltre al presidente Zullino, i consiglieri Polese, Perrino, Acito, e Bellettieri.

In apertura di seduta la commissione ha audito il tenente della Provincia di Potenza, Giuseppe Di Bello sulla sicurezza legata alla vigilanza itticovenatoria.

“Con il riordino delle province – ha detto – il settore caccia e pesca è passato sotto la giurisdizione della regione. Dal 2015 il contingente della polizia provinciale, così come disposto da decreto presidenziale della Provincia, è di otto unità compreso l’ufficiale, ruolo che ricopre il sottoscritto. Ad oggi nessuno svolge il compito di vigilanza sul territorio e da quando sono rientrato in servizio, nello scorso mese di marzo, dopo tanti anni di assenza, non sono stato messo in servizio per i compiti che mi competono. Non abbiamo divise degne di questo nome perché non sono state acquistate quelle nuove e non abbiamo attrezzature per svolgere le funzioni cui siamo assegnati. Il problema della vigilanza su caccia e pesca – ha aggiunto – non riguarda solo l’agricoltura ma anche la sicurezza in termini di salute, strade e turismo. In questi cinque anni nessuno ha controllato anche se gli stipendi sono stati rimborsati. In questa grande confusione e mancanza di controlli chi ne ha beneficiato sono sicuramente i cinghiali che tanti danni fanno sul nostro territorio.

Ultimamente l’assessore all’agricoltura Fanelli ha scritto al ministro Bellanova per affrontare questa emergenza, ma io non credo che questo problema si risolva aumentando la caccia e chi mi ha sostituito, nel periodo di mia assenza, è addirittura iscritto a tutti gli ambiti di caccia. Può una persona fare da controllore e controllato sul territorio? Chiedo di poter svolgere il lavoro per il quale la Regione mi sta pagando da cinque anni”.

Sull’argomento è intervenuto, oltre al presidente Zullino, il consigliere Perrino.

Ai lavori della Commissione hanno partecipato, oltre al presidente Zullino, i consiglieri Bellettieri e Acito (Fi), Perrino (M5s), Quarto (Basilicata positiva), Polese (Italia viva), Vizziello (FdI) e Baldassarre (Idea).