Sanità, in un documento la Cisl si dice pronta al confronto con la Regione Basilicata sul piano di attuazione del PNES

Redatto insieme alle federazioni dei pensionati, della funzione pubblica e dei medici, nel documento si sollecita un ripensamento qualitativo e quantitativo del sistema sanitario incentrato sulle tre P (Prossimità, Prevenzione, Prospettiva)

POTENZA – «I dati sul notevole arretramento della Basilicata nello screening per tumore alla mammella, con una riduzione dei controlli del 22 per cento, e la poco onorevole posizione della regione, quart’ultima nella classifica Agenas in materia di assistenza oncologica, certificano che l’aumento della fragilità e della cronicità delle patologie nella popolazione lucana non è accompagnata da adeguate politiche, in primis di prevenzione e poi di monitoraggio e cura. Tutto questo impone un urgente adeguamento delle risposte assistenziali, sia sul piano clinico che su quello organizzativo-gestionale, per una riforma della politica sanitaria che possa essere seria e credibile e volta al miglioramento della situazione esistente». È quanto si legge in un documento congiunto elaborato dalla Cisl Basilicata e dalle federazioni dei pensionati, della funzione pubblica e dei medici. 

Nel documento si specifica che «accanto alle risorse della Missione 5 (Inclusione sociale) e della Missione 6 (Salute) del PNRR, si aggiungeranno altre importanti risorse provenienti dal Programma Nazionale Equità nella Salute (PNES) che per la Basilicata ammontano a 12 milioni di euro. Per la prima volta l’Italia, ma in realtà specificamente il Sud, è destinatario di un programma nazionale che affronta specifiche tematiche sanitarie. Con risorse del PO FSE+ e del PO FESR si è infatti approntato un piano che è rivolto alle sette regioni del Mezzogiorno che hanno maggiori difficoltà ad assicurare prestazioni di assistenza, soprattutto alle fasce di popolazione più vulnerabili, minori livelli di soddisfacimento degli standard definiti a livello nazionale, vale a dire i livelli essenziali di assistenza (LEA), e maggiori difficoltà finanziarie e organizzative nella gestione del servizio sanitario».

La Cisl spiega che «il programma coinvolge le ASL come soggetti beneficiari e ha l’obiettivo di rafforzare i servizi sanitari e socio-sanitari e renderne più equo l’accesso intervenendo su quattro aree: contrasto alla povertà sanitaria, cura della salute mentale, rafforzamento degli screening oncologici, medicina di genere. In previsione della presentazione, nei prossimi giorni, del piano di attuazione del PNES da parte della Regione Basilicata, riteniamo opportuno entrare ne dibattito in maniera costruttiva al fine di contribuire a definire l’indirizzo più giusto per una cura del servizio sanitario regionale, nella convinzione che sarebbe illusorio pensare di far fronte al mutamento dei bisogni, in un quadro di risorse finanziarie definito, senza attivare una riorganizzazione e un ripensamento qualitativo e quantitativo del sistema, ripensamento che per quanto ci riguarda dovrà essere incentrato sulle tre P (Prossimità, Prevenzione, Prospettiva) e deve puntare a costruire un nuovo modello organizzativo della sanità lucana».