POTENZA – Sono quasi 60 mila i lucani costretti a rinunciare a curarsi perché impossibilitati a sostenere i costi delle prestazioni sanitarie private o a causa dei lunghi tempi di attesa nel sistema sanitario pubblico regionale. Un dato drammatico, emerso dall’8° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale, che descrive con chiarezza lo stato di grave sofferenza della sanità lucana.
A denunciare la situazione sono i capigruppo in Consiglio regionale di Basilicata Giovanni Vizziello (Basilicata Casa Comune) e Piero Lacorazza (Partito Democratico), che sottolineano con preoccupazione come il diritto alla salute – sancito dall’articolo 32 della Costituzione – sia diventato, di fatto, un privilegio per pochi.
“Quando decine di migliaia di cittadini sono condannati a rinunciare a un diritto fondamentale come quello alla salute – afferma Vizziello – significa che il sistema ha smesso di essere equo. I lucani si trovano davanti a una scelta inaccettabile: pagare di tasca propria una visita, un esame o un intervento, oppure rinunciare a curarsi”.
Nel 2024, secondo i dati del Rapporto Gimbe, la percentuale dei lucani che ha rinunciato alle cure è salita dal 6,7% al 10,8%, con un incremento del 4,1% in un solo anno, quasi il doppio della media nazionale. Un salto che, in termini assoluti, porta il numero delle persone coinvolte da 35.727 a 57.589 in due anni.
“L’Assessore Latronico – aggiunge Lacorazza – non può continuare con la sua narrazione ottimistica. I numeri parlano chiaro e descrivono una realtà allarmante: sempre più cittadini rinunciano alle cure, e aumenta anche la mobilità sanitaria passiva, ovvero il numero di persone costrette a curarsi fuori regione. Tutto questo avviene in un contesto di deficit di bilancio, coperto dalle compensazioni ambientali legate alle attività estrattive, che dovrebbero invece essere utilizzate per lo sviluppo economico e il sostegno alle imprese”.
Per Vizziello, “il tema dell’accessibilità ai servizi sanitari, ostacolata da liste d’attesa lunghissime e da una qualità delle prestazioni non sempre adeguata, rappresenta una delle più gravi criticità del nostro sistema sanitario. Il Rapporto Gimbe ci restituisce il quadro di una sanità regionale che peggiora, mentre l’Assessore si limita a rivendicare il pareggio di bilancio, ignorando che il vero obiettivo deve essere garantire cure tempestive e appropriate a tutti i cittadini”.
“Il Governo regionale – conclude Lacorazza – sta lasciando indietro le fasce più deboli della popolazione. La sanità lucana è in emergenza, e continuare a ignorare questa realtà è un grave errore politico e istituzionale. Servono interventi urgenti, non più parole”.










































