POTENZA – “La sanità territoriale in Basilicata è ferma, la riforma è rimasta sulla carta”. È la dura presa di posizione delle consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Alessia Araneo e Viviana Verri, che commentano gli ultimi dati della Fondazione GIMBE sullo stato del sistema sanitario regionale.
Secondo le esponenti pentastellate, i numeri certificano un ritardo significativo proprio sul fronte dell’assistenza di prossimità: “Sono state programmate 19 Case della Comunità ma nessuna è attiva, così come risultano non operativi i 5 Ospedali di Comunità previsti”.
Una situazione che, secondo Araneo e Verri, confermerebbe quanto denunciato negli anni: “Senza personale e senza una vera organizzazione territoriale, la riforma non poteva che restare sulla carta. Oggi GIMBE lo certifica: tanti annunci, nessun risultato”.
Nel mirino anche la gestione delle risorse del PNRR, ritenuta inefficace: “La Basilicata ha avuto un’occasione storica ma non è stata in grado di trasformarla in servizi concreti. Il ritardo accumulato è grave e i cittadini non vedono benefici reali”.
Le ricadute, sottolineano, sono già evidenti: “I lucani pagano questo fallimento con ritardi, servizi che non partono e difficoltà ad accedere alle cure vicino casa. Sempre più spesso sono costretti a rivolgersi al privato, sostenendo costi aggiuntivi”.
Criticità emergono anche sul fronte dell’innovazione digitale, con il Fascicolo sanitario elettronico sotto la media nazionale sia per diffusione dei documenti sia per adesione dei cittadini.
Altro nodo evidenziato riguarda la carenza di personale medico: secondo le consigliere, tra il 2019 e il 2025 i medici di medicina generale si sono ridotti di circa il 20%, con ulteriori pensionamenti previsti nei prossimi anni. “Un dato che fotografa un sistema in progressivo indebolimento”, osservano.
Infine, l’affondo politico: “Non si tratta solo di sanità, ma della qualità della vita in Basilicata. Se i servizi non funzionano e curarsi diventa difficile, aumenta il rischio che cittadini e professionisti scelgano di andare via”.
Araneo e Verri chiedono quindi un cambio di passo: “Servono interventi immediati, servizi reali e non propaganda. Il report GIMBE rappresenta una bocciatura netta e impone una riflessione profonda sulla gestione della sanità regionale”









































