Sanità, Napoli: “La politica si giudica in corsia”

Il Capogruppo di FdI: “Scelgo verità, regole chiare e risultati: basta narrazioni, servono dati pubblici e liste d’attesa che scendono”

POTENZA – “In sanità si può fare propaganda, oppure si può governare. Io scelgo di governare con atti, regole, coperture, controlli e responsabilità. Perché la credibilità della politica non si misura con un comunicato, ma nei tempi d’attesa, nella qualità delle cure, nella risposta concreta al bisogno di un cittadino”.

Così Michele Napoli, Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Basilicata, interviene nel dibattito sui tetti di spesa 2025–2027, sulle prestazioni del privato accreditato e sulla proposta di scorporare la dialisi salvavita dai tetti.

“Ascoltare è doveroso – aggiunge l’esponente di Fdi-  ma la sanità non si governa con tavoli paralleli né con aspettative costruite fuori dalle sedi istituzionali. Il confronto – reale e ripetuto – c’è stato in Commissione Sanità, con l’Assessorato e il Dipartimento, sugli atti di programmazione relativi agli articoli 25 e 26. Oggi, finalmente, abbiamo una programmazione pluriennale: dentro vincoli nazionali, criteri oggettivi e decisioni dei giudici. È il contrario dell’improvvisazione”.

Napoli ribadisce “un punto politico netto: La sanità pubblica è l’architrave. Il privato accreditato è uno strumento integrativo, utile solo se riduce le attese e migliora la qualità dentro regole chiare e controlli seri. In sanità non contano soltanto i prezzi: contano sicurezza, esiti, continuità assistenziale e presa in carico. Ridurre tutto a slogan significa fare un torto al paziente”.

Sulla dialisi, evidenzia: “È salvavita e va trattata come tale, ma la politica seria non vive di parole ‘giuste’: vive di soluzioni. Dire ‘fuori tetto’ significa anche dire con quali risorse, con quale cornice normativa, con quali controlli e con quale impatto sugli altri servizi. Promettere soldi senza dire da dove arrivano non è coraggio: è prendere in giro la gente”.

Sul cuore tecnico della programmazione, Napoli richiama alla “proporzione” e alla “responsabilità”: “Per gli articoli 25 e 26 esiste un limite di spesa: non si può promettere tutto a tutti. Parliamo di circa 50 milioni complessivi su un sistema sanitario regionale che vale circa 1,2 miliardi. Non è una questione marginale per chi ci lavora, ma è proprio per questo che va governata con lucidità: criteri uguali, controllo dell’appropriatezza, regole che evitino nuovi contenziosi e favoritismi”.

Sul tema della trasparenza, afferma che: “La fiducia si conquista con i fatti. Trasparenza non è uno slogan: è pubblicare dati e farsi giudicare dai risultati. Dati pubblici e leggibili, periodici: quante prestazioni si comprano, in quanto tempo, a che costo, con quali esiti e come sono distribuite sul territorio. Quando i dati sono pubblici, finisce il chiacchiericcio e comincia la responsabilità”.

Il Capogruppo di FdI annuncia “tre iniziative immediate verificabili e misurabili: Commissione Sanità pubblica e documentata, con Assessorato, Aziende sanitarie, rappresentanze dei pazienti e categorie: “confronto vero, non selettivo”; Pacchetto Trasparenza Accreditamento, con pubblicazione periodica di volumi, tempi, costi ed esiti, criteri chiari e valutazione delle performance; Piano liste d’attesa con obiettivi misurabili e responsabilità esplicite. I cittadini devono vedere i risultati, non sentirli raccontare”.

Infine, un messaggio alle aree interne e al Vulture–Alto Bradano: “Le risposte non sono una foto. Sono servizi, percorsi, continuità assistenziale. Serve una rete territoriale forte, presa in carico, riduzione dei ‘viaggi della speranza’. La sanità deve funzionare ogni giorno, non solo quando fa notizia”.

“Io non faccio il tifo per interessi – conclude Napoli – faccio il tifo per i pazienti. E una cosa la ripeto senza retorica: la politica si giudica in corsia. Territorio, trasparenza, responsabilità: questa è la mia idea di sanità lucana”.

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