LAURIA (PZ) – Preoccupazione e forte contrarietà arrivano dai Democratici per Scelta in merito alla decisione del servizio 118 di disporre, a partire dal 1° gennaio 2026, la chiusura notturna della guardia medica e infermieristica presso i Punti di Primo Intervento di Lauria, Maratea e Chiaromonte.
«L’articolo 32 della Costituzione tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività – ricorda il portavoce del movimento, il dott. Antonello Viceconti –. Alla luce di questi principi, la scelta di ridurre ulteriormente i servizi sanitari territoriali rappresenta un colpo gravissimo per le nostre comunità».
Secondo i Democratici per Scelta, la decisione appare in netta contraddizione con gli obiettivi più volte annunciati di rafforzamento della medicina di prossimità, dell’assistenza territoriale e delle Case di Comunità. «Mentre questi progetti restano incompiuti o sulla carta – sottolinea Viceconti – si assiste invece a uno svuotamento progressivo dei servizi essenziali, a partire dalle guardie mediche notturne».
Particolarmente critica, secondo il movimento, la situazione del comune di Lauria, uno dei più estesi della Basilicata con circa 175 chilometri quadrati di territorio, tra i più popolosi della provincia di Potenza e punto di riferimento per un’ampia area interna già segnata da difficoltà infrastrutturali e sociali.
Con la nuova organizzazione, nella fascia oraria compresa tra le 20:00 e le 8:00, i cittadini dei territori interessati potranno fare riferimento esclusivamente al Pronto Soccorso dell’ospedale di Lagonegro, unico presidio attivo durante la notte. Una scelta che, secondo i Democratici per Scelta, rischia di determinare un sovraccarico del Pronto Soccorso e un allungamento dei tempi di intervento.
«Viene meno la funzione di filtro e di primo intervento che i PPI avrebbero potuto continuare a garantire – aggiunge il portavoce – anche attraverso l’attivazione di mezzi di soccorso avanzato o dell’elisoccorso».
Per il movimento, quanto sta accadendo non è frutto del caso ma il risultato di precise responsabilità politiche e gestionali. «La sanità pubblica territoriale è un bene comune di valore inestimabile – conclude Viceconti – e non può essere sacrificata a scelte miopi o a una programmazione inefficace. Difendere il diritto alla salute significa difendere la dignità delle persone, l’uguaglianza dei cittadini e la coesione delle comunità. Su questo tema non sono ammesse ambiguità né arretramenti».
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