Sanità territoriale, Marrese: “Stop ai tagli delle guardie mediche, va garantito il diritto alla salute in tutti i comuni lucani”

POTENZA – “La situazione che si sta determinando nella sanità territoriale lucana, e in particolare nel servizio di Continuità Assistenziale, desta forte preoccupazione e non può essere sottovalutata”. È quanto dichiara il consigliere regionale di Basilicata Democratica, Piero Marrese, intervenendo sulla direttiva dell’Asp relativa al riassetto della rete sanitaria regionale collegato al PNRR.

Nel mirino del consigliere ci sono le delocalizzazioni e gli accorpamenti delle sedi di guardia medica, che prevederebbero in diversi comuni la chiusura dei presidi o la riduzione del servizio a giorni alterni. Una scelta che, secondo Marrese, “rappresenta un grave passo indietro per il diritto alla salute dei cittadini lucani”.

“Ancora una volta – sottolinea – a pagare il prezzo più alto sono le aree interne e i centri a bassa densità abitativa, territori che già convivono quotidianamente con spopolamento, difficoltà infrastrutturali e carenza di servizi essenziali”.

Per l’esponente di Basilicata Democratica, ridurre la presenza delle guardie mediche significa lasciare intere comunità prive di un presidio sanitario fondamentale, soprattutto nelle ore notturne e nei giorni festivi, aumentando il senso di isolamento e insicurezza per famiglie, anziani e persone fragili.

“Questi tagli sono inaccettabili. La riorganizzazione della sanità territoriale non può tradursi in un arretramento dei servizi e nella penalizzazione dei piccoli comuni. Il PNRR deve essere un’opportunità per rafforzare la sanità di prossimità, non per impoverirla ulteriormente”, aggiunge Marrese.

Da qui la richiesta rivolta all’Asp di sospendere immediatamente l’applicazione del provvedimento e alla Giunta regionale di intervenire “con tempestività per garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini lucani, assicurando la costante presenza dei presidi di Continuità Assistenziale in tutti i comuni della Basilicata”.

Il consigliere regionale invoca inoltre “un confronto serio con i territori, con i sindaci e con gli operatori sanitari”, affinché si possano costruire soluzioni capaci di coniugare efficienza organizzativa e tutela delle comunità locali.

“La salute – conclude Marrese – non può essere misurata soltanto con criteri numerici o ragionieristici: è un diritto costituzionale che va garantito ovunque, senza distinzione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B”.

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