Scorie nucleari, Bcc e M5S: “La maggioranza perde l’occasione di ribadire il no della Basilicata al Deposito nazionale”

POTENZA – La maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale ha respinto la richiesta di inserire all’ordine del giorno della prossima seduta la mozione presentata dai consiglieri regionali Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello di Basilicata Casa Comune, insieme alle consigliere del Movimento 5 Stelle Alessia Araneo e Viviana Verri, finalizzata a riaffermare la contrarietà della Regione Basilicata a qualsiasi ipotesi di localizzazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e del Parco Tecnologico sul territorio lucano.

A renderlo noto sono gli stessi firmatari della proposta, che parlano di un’occasione mancata per consentire al Consiglio regionale di esprimere una posizione unitaria su una questione ritenuta strategica per il futuro della Basilicata.

Secondo Chiorazzo, Vizziello, Araneo e Verri, il voto della maggioranza ha impedito all’assemblea di ribadire ufficialmente la posizione storica della Regione, chiudendo definitivamente ogni spazio alle ipotesi di realizzazione del deposito nucleare in Basilicata. I consiglieri sottolineano come l’obiettivo della mozione fosse quello di ricostruire quel fronte istituzionale condiviso che nel 2003, con la mobilitazione di Proteste di Scanzano Jonico, consentì di scongiurare la localizzazione del sito nel territorio lucano.

Nel documento, ricordano inoltre, viene evidenziato che la Regione Basilicata ha già espresso formalmente la propria contrarietà nell’ambito del procedimento relativo alla Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) e che negli anni la Giunta regionale ha sostenuto l’esclusione del territorio lucano da ogni ipotesi di insediamento del Deposito Nazionale.

La mozione impegnava il presidente della Regione e la Giunta a ribadire il no della Basilicata in tutte le sedi istituzionali, a promuovere iniziative nei confronti del Governo nazionale, ad attivare un tavolo permanente con enti locali e rappresentanze sociali e a trasmettere la posizione ufficiale della Regione alle Commissioni Ambiente di Camera e Senato e ai parlamentari eletti in Basilicata.

I consiglieri collegano inoltre la richiesta di un pronunciamento del Consiglio regionale alle polemiche riemerse negli ultimi giorni, anche in seguito al convegno svoltosi a Potenza con la partecipazione di rappresentanti di Sogin.

«Non si tratta di alimentare una contrapposizione politica – concludono Chiorazzo, Vizziello, Araneo e Verri – ma di riaffermare una scelta che appartiene alla storia e all’identità della Basilicata. La nostra regione contribuisce già in maniera determinante agli interessi energetici del Paese attraverso le estrazioni petrolifere, la produzione di energia da fonti rinnovabili e la gestione delle risorse idriche. Non può essere chiamata a sostenere anche il peso del Deposito Nazionale delle scorie nucleari. La maggioranza avrebbe potuto ribadire con il voto del Consiglio regionale che la Basilicata non è disponibile ad ospitare il deposito. Ha scelto invece di rinviare il confronto, lasciando aperto uno spazio che riteniamo dovesse essere definitivamente chiuso».

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