MATERA – Ribadire una contrarietà netta all’ipotesi di localizzare il deposito nazionale delle scorie nucleari tra Basilicata e Puglia e costruire un fronte istituzionale compatto per scongiurare una scelta ritenuta “illogica e potenzialmente dannosa”. È questo l’obiettivo al centro del Consiglio provinciale aperto convocato per oggi pomeriggio alle 16 dal presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, nella sala consiliare di via Ridola.
La seduta, dedicata al tema “Ipotesi aree idonee alla localizzazione del deposito nazionale di stoccaggio di scorie nucleari – assoluta contrarietà”, rappresenta – sottolinea l’ente – “un passaggio istituzionale di particolare rilievo”, alla luce delle implicazioni ambientali, tecniche, socio-economiche e identitarie della questione. Un dossier che coinvolge direttamente non solo la Basilicata, ma anche porzioni del territorio pugliese, inclusa l’area del Comune di Genzano di Lucania, in provincia di Potenza.
Per rafforzare il coordinamento tra i territori interessati, sono stati invitati a partecipare i presidenti delle Regioni Basilicata e Puglia, oltre ai rappresentanti della Città Metropolitana di Bari e delle Province di Taranto e Potenza. Coinvolti anche i Comuni pugliesi di Laterza, Altamura e Gravina in Puglia, insieme a tutti i Comuni della provincia di Matera e allo stesso Genzano di Lucania.
“È necessario affrontare la questione con un approccio rigoroso e documentato – ha dichiarato Mancini – valutando con attenzione gli impatti sulla sicurezza, sulla tutela del paesaggio, sulle risorse naturali e sulle vocazioni produttive di territori che rappresentano un patrimonio di valore nazionale”.
Il presidente ha quindi ribadito la linea dell’amministrazione provinciale: “Assoluta contrarietà all’individuazione di aree tra Basilicata e Puglia come sede del deposito nazionale”. Una posizione motivata, ha spiegato, dalla necessità di tutelare ambiente, salute pubblica e prospettive di sviluppo locale.
Infine, l’impegno a proseguire “con determinazione e in piena collaborazione con i Comuni e gli enti coinvolti”, per promuovere un’azione condivisa a difesa degli interessi dell’area interregionale e delle comunità di Basilicata e Puglia.









































