Riunione operativa della Garante con il presidente IV Ccp Morea,il Dg AOR San Carlo, Spera, il Dg CROB, De Fino,i direttori case circondariali Potenza e Matera, Pastena e Sabella, dirigenti e funzionari delle stesse strutture, del Consiglio e della Regione
POTENZA – Si è svolta nel pomeriggio di ieri, nella Sala “Ester Scardaccione” del Palazzo del Consiglio regionale, una riunione operativa convocata dalla Garante regionale per i detenuti, le vittime di reato, salute e anziani, Tiziana Silletti, per presentare ufficialmente il progetto di screening sanitario rivolto alla popolazione detenuta degli istituti penitenziari lucani. Al tavolo dei lavori hanno partecipato il presidente della IV Ccp, Nicola Massimo Morea, il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Regionale “San Carlo” di Potenza, Giuseppe Spera, il Direttore Generale dell’IRCCS Crob e Commissario dell’Asp, Massimo De Fino, coadiuvato dalla dirigente Francesca Sanseverino, il Direttore della Casa Circondariale di Potenza, Paolo Pastena e Giuseppe Palo, funzionario dello stesso carcere, il Direttore della Casa Circondariale di Matera, Domenico Sabella, Emanuele Desina dell’Ufficio legislativo della presidenza del Consiglio regionale, i funzionari della Direzione Generale per la Salute e le Politiche della Persona, Davide Larocca e Angela Tricomi.
“L’iniziativa – ha evidenziato la Garante Tiziana Silletti – si inserisce nel più ampio obiettivo di promuovere l’equità nell’accesso alla prevenzione e alla tutela della salute, nel rispetto del diritto alla cura sancito dalla Costituzione e dalla normativa nazionale. Il progetto prevede l’attivazione di percorsi di prevenzione primaria e secondaria – tra cui screening oncologici, cardiovascolari e per le principali patologie croniche – in linea con i programmi regionali già attivi per la popolazione generale, adattati alle specificità del contesto detentivo”.
“Un incontro importante quello organizzato dalla Garante Silletti – ha dichiarato il presidente della IV Commissione, Nicola Massimo Morea – che dà l’avvio a un progetto di screening fondamentale che viene incontro ai diritti dei detenuti e delle detenute e degli invisibili. Un’iniziativa che è anche una conquista di civiltà e viene incontro alle esigenze di tutto il territorio lucano, soprattutto quelle meno evidenti ma che meritano tutta la nostra attenzione.”
“Ringrazio la Garante – ha commentato il Direttore Generale dell’AOR San Carlo, Giuseppe Spera – per aver promosso un incontro così importante tra il mondo della sanità e quello penitenziario. L’iniziativa rappresenta un’occasione concreta per rafforzare l’assistenza sanitaria ai detenuti e garantire il diritto alla cura anche a chi vive situazioni di limitazione della libertà. In questo contesto la campagna regionale per lo screening del tumore della prostata offre un’opportunità significativa per promuovere la prevenzione e la salute anche tra la popolazione carceraria. L’Azienda ospedaliera regionale San Carlo assicura piena collaborazione per favorire percorsi di controllo e tutela sanitaria per tutti”
“L’IRCSS CROB – ha spiegato il Direttore Generale IRCCS Crob Massimo De Fino – è lieto di partecipare a questo importante progetto che si inserisce nell’ambito del Piano Nazionale Equità per la Salute. Il Piano interviene per rafforzare i servizi sanitari e rendere più equo l’accesso ai cittadini. Il nostro obiettivo, fortemente sostenuto dall’assessorato regionale alla Salute e Politiche della Persona, è quello di includere attivamente le fasce più vulnerabili della popolazione che subiscono frequentemente gli effetti delle barriere economiche e sociali per accedere alle cure”.
“Esprimo soddisfazione – ha affermato Emanuele Desina – per l’iniziativa progettuale avviata dalla Garante. La Presidenza del Consiglio regionale, nell’ambito delle proprie competenze, intende sostenere pienamente questa azione, finalizzata a garantire a tutte le persone detenute, donne, uomini e soggetti fragili, la possibilità di accedere alle cure e, in particolare, ai programmi di prevenzione, riconoscendone la rilevanza collettiva e il valore sociale.”
“L’importanza di questo lavoro sinergico tra il sistema sanitario regionale e l’amministrazione penitenziaria finalizzato alla tutela della salute delle persone detenute – ha concluso Silletti – rappresenta un indicatore fondamentale del livello di civiltà e di attenzione ai diritti umani nelle nostre istituzioni”.
Tutti i presenti hanno espresso piena disponibilità a proseguire nella collaborazione, auspicando una rapida operatività del progetto e un suo possibile ampliamento futuro ad altri aspetti legati al benessere psicofisico della popolazione carceraria.









































