#ScuoleCHIUSE, la protesta dei genitori: ‘siamo rammaricati ed abbiamo la rabbia della delusione dei nostri bambini’

Maratea (PZ) – Un nutrito numero di genitori marateaoti hanno inviato stamattina una nota al Ministro dell’Istruzione Azzolina e al dottor Vincenzo Giuliano garante dell’infanzia di Basilicata. La nota fa riferimento all’ordinanza n.44 del Presidente Bardi in cui si chiudono le scuole da domani e fino al 3 dicembre 2020 e nella quale i genitori chiedono che le scuole vengano aperte o chiuse solo in funzione dei reali contagi presenti in esse e/o nel personale scolastico e non tout court sulla scorta di un rischio non derivante peraltro dalla scuola stessa.

Lettera che pubblichiamo integralmente di seguito e firmata da:
Mariarosaria Manfredonia, Virgilio Lammoglia, Gerardina Olivieri, Fortunato Maimone, Sara Aprea, Felice Dipersia, Valeria Carluccio, Manuel Chiappetta, Adriana Paletta, Nicola Oliva, Giovanni Sisinni, Elena Schettini, Felicia Chiappetta, Giuseppe Annuzzo, Carmelina Maimone, Giusy Chiappetta, Andrea Mascolino, Damiana Sorrentino, Giovanni Cernicchiaro, Manuela Scaccia, Massimo Lomonaco, Monica Brigante, Raffaele Nicolao, Anna Lammoglia, Emidio Filardi, Enza Oliva, Luciano Marrelli, Filomena Berardi, Toscano Vito, Marianna Conte, Carmela Di Polito, Biagino Mollica, Rosy Manuela Macrì, Armando Salerni, Mariahelena Mordente, Katia Bianchi, Raffaele Avigliano, Laura Stuppello, Biagio Martillotta, Maria Pia Panza, Domenico Tortorella, Francesca Mollica, Ciro Giuliano, Biagina Limongi, Nicola Panza, Maria Picarelli, Biagio Velardi, Maria Rosaria Limongi, Nicola Biagio Mitidieri, Maria Giacomantonio, Roraria De Angelis, Alessio Mattia, Fabio Corinto, Stefania Fiorenzano, Angela Montesano, Bruno Gareffa, Antonella La Gatta, Gerardo Surace, Giacomo Ricciardi, Elisabetta Pisani, Lorena Burbo, Gennaro Citera, Romina Marrelli e Michele La Gatta

Gentile Ministra,
a scriverLe è un gruppo di genitori di un minuscolo paese del Meridione d’Italia, Maratea (Pz), come ce ne sono tanti, e tutti che scattano più o meno la stessa fotografia: pochi contagi, nessuno nelle scuole e/o tra gli alunni (scuole primarie e dell’infanzia quantomeno), bambini estremamente responsabili e Governatori di Regione incapaci di far valere le specificità del loro territorio.

Eh sì perché, le chiediamo, nell’ottica di un risparmio reale della macchina pubblica, perché mantenere organi che sono incapaci di un valore aggiunto a livello amministrativo? Un paese in cui ci sono 12 positivi su 4.995 abitanti (bollettino del 15 novembre 2020) nel quale i bambini si distinguono per l’osservanza diligente di tutte le misure di contrasto alla diffusione del contagio, perché deve essere alla stregua di altri in cui le scuole sono focolai? Cosa dobbiamo dire ai nostri bambini? Che siamo stati incapaci di difenderli, prima di tutto dall’approssimazione di chi non ha voluto circostanziare i suoi interventi?

A questo punto, non essendo capaci di fare la differenza sul territorio, di essere un occhio periferico del Governo centrale aboliamo comuni e regioni e lasciamo che tutto passi e si muova da Roma. E’ più coerente.
Ministra, la prego di perdonare il tono concitato, ma siamo rammaricati ed abbiamo la rabbia della delusione dei nostri bambini ai quali abbiamo dovuto comunicare che da domani restano a casa.

Abbiamo anche l’amarezza di chi deve leggere commenti fuori luogo su Facebook, in cui oggi, addirittura, si pongono le classifiche di gradimento rispetto alle quali una vera mamma è colei che vuole i suoi figli a casa e non a scuola.
Chiediamo che le scuole vengano aperte o chiuse solo in funzione dei reali contagi presenti in esse e/o nel personale scolastico (dall’autista del pulmino al collaboratore scolastico, passando per insegnanti e Dirigenti) e non tout court sulla scorta di un rischio non derivante peraltro dalla scuola stessa.