EDITORIALE – La felicità è proprio lì, dove non l’avremmo mai cercata: bisogna solo trovare il coraggio.
Lorenza Gentile ci accompagna in un viaggio che non solo attraversa l’Italia, ma si spinge nell’interiorità dei protagonisti e di ognuno di noi.
Il protagonista, Vito Baiocchi, è l’emblema delle persone insoddisfatte della propria esistenza: ha quarantasei anni, ha perso il lavoro, non ha una fidanzata e vive da solo con un’iguana di nome Calipso. Ad un passo dal farla finita, riceve la telefonata di sua nonna Elvira che gli chiede di accompagnarla in un viaggio con destinazione Gibellina, in Sicilia. In questa traversata, ci si ferma in città che meritano di essere viste dall’alto e ci si imbatte in situazioni tragicomiche e persone buffe, si incontrano perfetti sconosciuti e si ritrovano vecchi amici e, mentre niente va come dovrebbe andare, i due protagonisti si fanno alcune confidenze che fino a quel momento non avevano voluto o potuto dirsi.
Il lento viaggio offre l’occasione per guardare fuori e per guardarsi dentro, spinge l’insoddisfatto Vito a cambiare prospettiva, a rimettere tutto in discussione, a capire che vivere in un modo altro è possibile.
Sebbene la felicità sia una storia semplice, questo racconto di Lorenza Gentile ci spinge a fermarci, a rallentare, a osservare, a dire e anche a perdonare. Sono alcune delle tappe necessarie per provare a toccare la felicità. La felicità è una storia semplice è un libro che si snoda tra pagine divertenti e ironiche, fino a diventare profondo e nostalgico.
Appuntamento alla prossima recensione con Le piccole libertà di Lorenza Gentile.









































