SENISE (PZ) – È stata accolta la seconda richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Roma per la morte di Luca Ventre, l’uomo di 35 anni originario di Senise, deceduto a Capodanno del 2021 nell’Ambasciata italiana di Montevideo, in Uruguay.
Dopo un primo “no” del giudice per le indagini preliminari nel febbraio 2024, stavolta la magistratura si è espressa diversamente e sono state rigettate le opposizioni presentate dalla famiglia, che però non perde la speranza. La Procura, infatti, avrebbe mancato di notificare al padre di Luca, Mario Ventre, la richiesta di archiviazione, consentendo così ai legali dell’uomo di impugnare il decreto. Entro il mese di novembre sono attesi sviluppi.
Il decesso di Ventre, il 1° gennaio 2021, avvenne dopo essere stato bloccato per 14 minuti da un agente della polizia in servizio nell’ambasciata. L’uomo aveva scavalcato la recinzione nel tentativo di entrare negli uffici della sede diplomatica, ma fu fermato nel cortile e immobilizzato con un ginocchio sul collo. Le scene drammatiche vennero riprese dalle telecamere di sorveglianza. La morte sopraggiunse dopo l’arrivo in ospedale e l’autopsia confermò il decesso per asfissia.
La Procura di Roma ha aperto un’indagine per omicidio preterintenzionale nei confronti del poliziotto, salvo poi chiedere l’archiviazione per improcedibilità, dal momento che l’agente non era mai stato sul suolo italiano. I legali della famiglia ventre si sono opposti e – anche grazie a nuovi filmati – hanno ottenuto l’iscrizione nel registro degli indagati di un vigilante che nei video si vede aiutare il poliziotto.










































