Le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle annunciano un’interrogazione alla Giunta e la richiesta di audizioni in III Commissione sul progetto nel comprensorio di Abriola: «Non siamo contro gli investimenti sulla montagna, chiediamo un percorso amministrativo limpido e verificabile».
POTENZA – Chiarimenti sui tempi dell’iter amministrativo e sulle procedure seguite per l’intervento da circa 8 milioni di euro previsto nel comprensorio Sellata-Monte Pierfaone, nel territorio di Abriola. A chiederli sono le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Basilicata, Alessia Araneo e Viviana Verri, che annunciano la presentazione di un’interrogazione alla Giunta regionale e la richiesta di audizioni in III Commissione consiliare permanente.
Le due esponenti pentastellate precisano innanzitutto di non essere contrarie agli investimenti destinati al rilancio della montagna lucana e del comprensorio.
«La Sellata e Monte Pierfaone sono un patrimonio di questa regione e meritano investimenti seri – affermano –. Proprio per questo, quando su quel patrimonio si spendono circa 8 milioni di euro di risorse pubbliche attraverso il Programma operativo complementare al POR FESR, chiediamo che il percorso amministrativo sia limpido e spiegabile in ogni suo passaggio».
Al centro delle osservazioni del M5S ci sono innanzitutto i tempi dell’iter. Secondo quanto ricostruito dalle consigliere, il Comune di Abriola avrebbe avviato il procedimento di valutazione di incidenza il 19 maggio 2026 e, nel giro di poche settimane, la Regione avrebbe concluso la fase di screening con parere favorevole, senza ritenere necessaria una valutazione più approfondita. All’inizio di luglio si sarebbe poi chiuso il bando relativo al secondo lotto, mentre ad agosto i cantieri risultano già aperti e le lavorazioni avviate.
Una tempistica sulla quale Araneo e Verri chiedono spiegazioni alla Regione: «Chi conosce i tempi ordinari della pubblica amministrazione lucana sa che questa velocità non è la norma. Non lo diciamo per insinuare, ma perché un’amministrazione che di norma è lenta e che su un singolo intervento diventa rapidissima deve poter spiegare che cosa abbia reso possibile quell’accelerazione».
L’altra questione riguarda la scelta di fermare la procedura alla fase di screening, ritenendo quindi che l’intervento non produca effetti significativi sul sito tutelato. Le consigliere ricordano che nell’area si trova la faggeta di Monte Pierfaone e che l’intero comprensorio ricade nel Parco nazionale dell’Appennino Lucano.
Per il M5S, un progetto che prevede, tra l’altro, una pista di 480 metri, quattro nuove aree di sosta, una struttura commerciale e ricettiva e altre opere connesse richiederebbe una motivazione tecnica particolarmente approfondita.
«Chiediamo che quella motivazione venga esposta pubblicamente – sostengono Araneo e Verri –: perché si è ritenuto sufficiente il primo livello della procedura, su quali rilievi si fonda quella conclusione, con quali prescrizioni e in quale forma l’Ente Parco ha espresso la propria valutazione».
Le consigliere collegano la vicenda anche al recente Piano della sostenibilità approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessora all’Ambiente Laura Mongiello. Un documento che, sottolineano, prevede tra l’altro valutazioni degli effetti cumulativi delle trasformazioni territoriali, valutazioni climatiche nei procedimenti di VIA e VAS e momenti pubblici di restituzione dei risultati.
Secondo Araneo e Verri, Sellata-Pierfaone dovrebbe quindi rappresentare «il primo banco di prova» per l’applicazione concreta di questi principi.
Nel mirino del Movimento 5 Stelle finisce anche la pianificazione paesaggistica. Le consigliere evidenziano come l’intervento faccia riferimento a una cornice risalente al 1990 e aggiornata con una variante generale nel 2005, dunque precedente all’istituzione del Parco nazionale dell’Appennino Lucano, avvenuta nel 2007.
Da qui il richiamo alla mancata approvazione del Piano paesaggistico regionale, tema sul quale il M5S sostiene di essere intervenuto più volte anche rispetto all’eolico e alle attività estrattive.
Araneo e Verri esprimono inoltre perplessità sulla scelta di puntare su una pista sintetica come strumento di rilancio turistico della montagna lucana. A loro giudizio, lo sviluppo del comprensorio dovrebbe concentrarsi maggiormente sulla sentieristica, sulla mobilità dolce, sul recupero delle strutture esistenti, sull’ospitalità diffusa e su un’offerta destagionalizzata legata a boschi, acqua, cammini, produzioni locali e patrimonio archeologico.
«Non crediamo che il futuro della montagna lucana passi da lì», affermano le due consigliere, richiamando anche i dati Istat sul saldo migratorio interno della Basilicata e sostenendo la necessità di orientare gli investimenti pubblici verso iniziative capaci di creare condizioni durature per chi vive nelle aree interne.
Sul piano istituzionale, il M5S annuncia quindi un’interrogazione alla Giunta regionale e la richiesta di audizione in III Commissione dei responsabili del procedimento, dell’Ente Parco e del Comune di Abriola. L’obiettivo è ottenere chiarimenti sulle tempistiche e sulle scelte procedurali adottate.
Araneo e Verri chiedono inoltre l’apertura di un confronto pubblico con cittadini, operatori economici, associazioni e tecnici, auspicando che i chiarimenti arrivino prima dell’ulteriore avanzamento dei lavori.
«Non stiamo chiedendo di fermare un investimento – concludono – ma di renderlo verificabile. Se le procedure sono corrette, spiegarle pubblicamente le rafforza. Se non lo sono, è meglio saperlo adesso che tra due anni davanti a un contenzioso o a un’opera abbandonata. Su Sellata-Pierfaone abbiamo ancora il tempo di fare le cose per bene».










































