MATERA – Si riaccende il dibattito sulla sospensione della chirurgia senologica all’Ospedale Madonna delle Grazie. L’Ordine provinciale dei medici chirurghi e odontoiatri di Matera ha chiesto l’apertura di un tavolo tecnico con i vertici dell’Azienda sanitaria e della Regione per fare chiarezza e individuare soluzioni per la riattivazione del servizio.
La sospensione degli interventi, decisa lo scorso novembre nell’ambito della riorganizzazione della rete oncologica regionale, ha comportato il trasferimento delle pazienti verso le Breast Unit di Potenza e del IRCCS CROB di Rionero. Una scelta che, secondo il presidente dell’Ordine Francesco Dimona, ha aggravato le disuguaglianze territoriali, causando disagi economici, logistici e psicologici alle pazienti.
Sul tema interviene anche il consigliere regionale Nicola Morea, che propone una soluzione basata su un modello di rete integrata tra le Breast Unit esistenti e il presidio materano. L’idea è quella di programmare sedute operatorie a Matera con équipe specialistiche, includendo i professionisti locali, in linea con le esperienze più avanzate a livello nazionale.
Secondo Morea, l’attuale assetto, pur finalizzato al rispetto dei livelli essenziali di assistenza, ha prodotto effetti critici: aumento della mobilità sanitaria, costi più elevati per la Regione e mancata valorizzazione delle strutture e competenze già presenti sul territorio.
“Matera dispone di tecnologie e professionalità che non possono essere ridimensionate”, sottolinea il consigliere, ricordando gli investimenti effettuati negli ultimi anni, tra cui radioterapia, anatomia patologica e chirurgia robotica. Da qui la richiesta di rilanciare anche la senologia e lo screening mammografico, garantendo cure più vicine alle pazienti.
L’Ordine dei medici ha inoltre posto una serie di quesiti alla Regione: tempi e modalità per la riattivazione del servizio, ruolo dell’ospedale materano nella rete oncologica e possibili forme di collaborazione con le strutture di Potenza e Rionero.
Obiettivo condiviso: assicurare continuità assistenziale e tutela del diritto alla salute, riducendo i disagi per le pazienti del territorio.








































