LAURIA (PZ) – E’ da qualche settimana che tra organi sanitari e sindacali, sta tenendo banco la questione del servizio mensa presso l’Ospedale di Lauria. In una nota della Uil, diramata a fine novembre, si legge che il suddetto servizio è finito più volte al centro di polemiche per i tempi che intercorrono dalla sua preparazione alla sua somministrazione. Inoltre, i lavoratori sono costretti a comunicare entro le ore 10:00 l’adesione al servizio, pena l’impossibilità di beneficiarne. Una vicenda che non solo mette dipendenti ammistrativi e infermieri in cattive condizioni per la loro pausa pranzo, ma anche in condizioni umane e motivazionali che poco hanno a che vedere con la loro dignità di lavoratori per i servizi offerti.
Da fonti apprese sul territorio, molti sono state le sollecitazioni e le lettere rivolte al Direttore dell’Asp Maraldo il quale, proprio in questi giorni, è in giro per i vari distretti della provincia di Potenza, per cui si auspica che la situazione arrivi al più presto su qualche tavolo istituzionale e venga discussa e risolta quanto prima.
Il predetto problema, più volte segnalato dalla Uil, troverebbe risoluzione se i pasti venissero preparati, come è giusto che sia, poco prima della loro somministrazione. “Non è concepibile, infatti” si legge in una nota della sigla sindacale, “che la loro preparazione avvenga contestualmente a quella del vitto dei degenti, solo perché il trasporto deve avvenire nello stesso momento. Si rammenta, invero, che i degenti consumano il pasto alle ore 12.00, non alle 14:00, come i lavoratori”. Un divario di orario che non va a beneficio della qualità dei pasti e del servizio offerto, visto che il personale solo in quell’orario può avere accesso alla pausa pranzo.
Inoltre, sempre da quanto si apprende, i lavoratori lamentano che il locale “mensa” è utilizzato anche per lo smistamento dei pasti per i degenti e risulta essere piccolo per il numero dei dipendenti che ne potrebbero usufruire (sempre se il servizio fosse dignitoso), Ma la cosa ancora più grave è che il locale in questione risulta incustodito e quindi il cibo viene lasciato sui tavoli con la possibilità di accesso da parte di chiunque.
La UILFPL inoltre, esprime forti preoccupazioni sulle caratteristiche dei contenitori monouso nei quali i pasti vengono conservati, sui quali è espressamente precisato che il contenuto va consumato alla consegna e non tre ore dopo come avviene. Infatti i dipendenti sono costretti a consumare sempre cibi freddi, scotti e di conseguenza non buoni, in contenitori deformati e con all’interno la formazione di condensa (vedi foto inviate alla nostra redazione).





“Questo può essere definito servizio mensa? Sicuramente non è per nulla paragonabile al trattamento che hanno i dipendenti nelle altre sedi ASP creando di conseguenza una differenza di dipendenti di seria A e serie B”, ci viene segnalato da alcuni dipendenti.
La stessa Uil ha annunciato azioni presso gli organi preposti a tutela dei lavoratori se la situazione non dovesse trovare una soluzione, visto che la stessa Asp ha inoltre manifestato la propria indisponibilità, a quanto si apprende ancora, a voler riconoscere il buono pasto ai suddetti lavoratori.
Una situazione incresciosa che si ripercuote sulla qualità lavorativa e umana di un corpo infermieristico e amministrativo che da sempre si prodiga verso degenti e ammalati, e che soprattutto lungo il periodo covid abbiamo imparato ad apprezzare come eroi. Non è voler arrivare ad ottenere più del dovuto, ma è una battaglia di civiltà che metta il personale medico in condizioni lavorative dignitose per se stessi e per chi usufruisce dei loro servigi.











































