SIN di Tito, 27 milioni per le bonifiche: associazioni chiedono tempi certi e riconversione sostenibile

L’ appello delle associazioni del Patto di Comunità per L’Ecogiustizia nel SIN di Tito a Stato, Regione, Enti locali e parti sociali

POTENZA – La notizia dello stanziamento da parte del Ministero dell’Ambiente di 27 milioni di euro per interventi di bonifica dei SIN di Tito e Val Basento rappresenta un risultato indubbiamente positivo.

Le associazioni che lo scorso 21 gennaio hanno sottoscritto un Patto di Comunità per l’Ecogiustizia nel SIN di Tito (Presidio Libera “Elisa Claps e Francesco Tammone” Potenza – Unitalsi sottosezione di Potenza – Gruppo di Tito, Pax Christi – Punto Pace di Potenza – Azione Cattolica Basilicata – AGESCI Basilicata – Legambiente Basilicata – AGESCI Gruppo Matera 1 – Libera Basilicata – Sotto il Castello APS – Libera RICREA Tito – Forum Giovani di Tito – Forum Giovani di Potenza – ACLI Basilicata – ARCI Basilicata), sottolineano l’importanza di questo finanziamento che si aggiunge a quelli già stanziati negli scorsi anni per le attività di messa in sicurezza e bonifica. Bene anche che, finalmente, si sia giunti a finanziare un intervento che fermi all’origine la contaminazione della falda idrica nell’area ex-Daramic, come sollecitato più volte negli ultimi anni.

A questo punto, quindi, è necessario garantire tempi certi dopo oltre 20 anni di lentezze, ritardi e promesse mancate.

Il SIN di Tito rappresenta una delle principali emergenze ambientali e sanitarie della Basilicata. Per questo motivo, è necessario accelerare e completare le operazioni di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica dell’area, garantendo trasparenza, monitoraggio ambientale e sanitario continuo e il coinvolgimento delle comunità locali, con particolare attenzione al rafforzamento della prevenzione e della sorveglianza sanitaria con programmi di prevenzione, screening e informazione pubblica.

La riconversione industriale del sito è una scelta strategica e non più rinviabile. Occorre superare il modello produttivo insostenibile e promuovere una riconversione orientata a produzioni pulite, sicure e innovative, basate sull’economia circolare, sulle energie rinnovabili e sulle tecnologie a basso impatto ambientale. Settori strategici come la meccatronica, l’automazione industriale, la componentistica per la mobilità sostenibile, la ricerca e l’innovazione possono favorire l’insediamento di imprese innovative e la creazione di nuova occupazione qualificata.

Le bonifiche, la riconversione produttiva e i nuovi investimenti devono diventare occasioni di occupazione, attraverso piani di formazione e riqualificazione dei lavoratori coinvolti, clausole sociali vincolanti e il sostegno a imprese responsabili e cooperative. Nel SIN di Tito, la transizione ecologica deve essere anche una transizione sociale, capace di garantire salute, dignità del lavoro e un futuro sostenibile per il territorio.

Solo attraverso una visione condivisa e tempi certi di attuazione sarà possibile trasformare il SIN di Tito in un modello di riconversione industriale sostenibile, capace di generare sviluppo economico, occupazione di qualità e tutela dell’ambiente.

Gli aderenti al Patto di Comunità per l’Ecogiustizia nel SIN di Tito continueranno a monitorare la concreta attuazione degli impegni assunti dalle istituzioni.

Il Patto di Comunità per L’Ecogiustizia nel SIN di Tito resta aperto alla sottoscrizione delle cittadine, dei cittadini e delle associazioni a questo link https://forms.gle/qrzY4brLtM2gzUP7A .

Presidio Libera “Elisa Claps e Francesco Tammone” Potenza

Unitalsi sottosezione di Potenza

Gruppo di Tito, Pax Christi

Punto Pace di Potenza

Azione Cattolica Basilicata

AGESCI Basilicata

Legambiente Basilicata

AGESCI Gruppo Matera 1

Libera Basilicata

Sotto il Castello APS

Libera RICREA Tito

Forum Giovani di Tito

Forum Giovani di Potenza

ACLI Basilicata

ARCI Basilicata

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