Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota del già Vice Presidente del Consiglio regionale di Basilicata Francesco Piro
Lagonegro (PZ) – Dopo l’evento organizzato dai ragazzi dell’Associazione Laudemio, l’amministrazione Falabella sembra essersi improvvisamente accorta del disastro in cui versa il Sirino. E cosa fa, a quasi quattro anni dal suo insediamento? Chiede un tavolo con la Regione. Come se il problema fosse quello di riunirsi e discutere ancora, anziché presentarsi nelle sedi competenti con idee chiare, progetti esecutivi e proposte concrete da candidare per ottenere le risorse necessarie. Perché è così che funziona un’amministrazione: si programma, si progetta, si intercettano i finanziamenti e si realizzano le opere. Sul Sirino avevamo lasciato una progettualità concreta: un progetto per la seggiovia e un progetto per la sistemazione delle strade. Progetti che questa amministrazione ha deciso di accantonare. E oggi, dopo quasi quattro anni, invece di presentare una proposta seria e cantierabile, si chiede alla Regione un tavolo tecnico. Ma ai tavoli bisogna andarci con i progetti in mano. Gli altri sindaci preparano progetti, partecipano ai bandi, cercano opportunità e provano a portare risorse sui propri territori.
A Lagonegro, invece, dopo quasi quattro anni siamo ancora alla richiesta di un tavolo. E il Sirino è soltanto l’ultimo capitolo di quattro anni che, a nostro giudizio, hanno prodotto una lunga serie di fallimenti e occasioni perse: si è rinunciato a 5 milioni di euro per la scuola di Piazza della Repubblica, si è perso il finanziamento per la Casa di Comunità, si è perso il finanziamento per la piscina comunale ed è stato abbandonato il progetto del Parco Giada. Nel frattempo Lagonegro ha perso progressivamente centralità, fino a dare la sensazione di essere diventato una frazione di Nemoli. E non è tutto. In questi anni abbiamo assistito a un clima di scontro, rancore e contrapposizione come raramente si era visto, arrivando persino ai contenziosi con il Comando della Polizia Locale. Ai cittadini, invece, sono arrivati i problemi: la TARI in due rate, con la prima pari al 75% dell’importo, e tante famiglie raggiunte da cartelle e richieste di pagamento contestate come errate. E mentre tutto questo accadeva, dov’era la programmazione delle opere pubbliche? Quali sono i nuovi progetti pensati, finanziati e realizzati dall’amministrazione Falabella? Quali sono i cantieri che portano la firma di questa amministrazione? Dopo quasi quattro anni Lagonegro continua ad aspettare. E mentre ai cittadini vengono chiesti sacrifici, non abbiamo visto neppure la scelta politica di rinunciare a una parte delle indennità degli amministratori per destinarla a iniziative o progetti sociali. Ora arriva il Sirino e ancora una volta si prova a spostare il problema altrove, chiamando in causa la Regione e chiedendo un tavolo tecnico. Governare significa assumersi le proprie responsabilità. Dopo quasi quattro anni non si può continuare ad attribuire agli altri la responsabilità di ciò che non è stato fatto. Il Sirino ha bisogno di una visione e Lagonegro ha bisogno di programmazione. Servono idee, servono progetti esecutivi da candidare, serve intercettare le risorse, servono cantieri e risultati. Un tavolo senza una proposta progettuale concreta da mettere sul tavolo non risolve nulla. È una presa in giro per i cittadini di Lagonegro. Dopo quasi quattro anni, gli alibi non possono più sostituire i risultati.











































