EDITORIALE – “Fate presto” questo non è solo lo slogan associato a quel tempo, ma è la frase che interpretava per prima e in assoluto una volontà di superare quei tragici eventi che colpirono la Basilicata e l’Irpinia alle ore 19:34 di domenica 23 novembre 1980.
Una data che a distanza di 40 anni ancora segna profondamente due comunità, perché quel “fate presto” ancora non è arrivato, non si è concretizzato, ne hanno scritto il direttore Bloisi e il prof Cassino su questo portale (ivl24) e si aggiungerà con la medesima autorevolezza Ermanno Petrocelli che ricostruirà attraverso i commenti più significativi di come le comunità hanno vissuto e vivono ancora oggi quell’evento.
Personalmente ho voluto, in questa occasione, guardare da un altro punto di vista questo evento: da quello della politica, da chi dovrebbe guardare un passo avanti agli altri e cogliere la via del percorso da intraprendere. Dal Presidente Pertini alle discussioni del consiglio comunale lauriota.
“Si attivò per tutte quelle azioni straordinarie – sono le dichiarazioni di Vincenzo Vita al giornalista Pisani per TalentiLucani- viste la proporzioni devastanti dell’evento. Il Presidente Verrastro riunì la giunta nella stessa nottata del sisma, per attivare tutte quelle azioni straordinarie ispirate nella logica dell’emergenza, ricordo l’impegno di tutti noi componenti, ognuno per il suo ambito, la dedizione nell’impegno: Carmelo Azzarà, Romualdo Coviello, Covelli, Savino, Schettini, per citarne qualcuno. Il sen. Colombo, che era ministro degli esteri, si precipitò subito a Potenza per i sopraluoghi, per far sentire vicino la presenza del Governo Nazionale. Vincenzo Verrastro fu un eccezionale commissario dell’emergenza. (…). Le due Regioni Basilicata e Campania operarono all’unisono, l’impegno del governo nazionale con l’attività del Ministro Scotti nel settore delle infrastrutture industriali e rilancio delle attività economiche”.
Impresse nella memoria di tutti gli italiani, allora come oggi, le parole del Presidente partigiano Sandro Pertini nel quale denunciò il ritardo e le inadempienze dei soccorsi nel terremoto in Irpinia del 1980 ed esortò gli italiani alla solidarietà verso i poveri terremotati: “Sono tornato ieri sera dalle zone devastate dalla devastante catastrofe sismica. Ho assistito a degli spettacoli che mai dimenticherò, interi paesi rasi al suolo, la disperazione poi dei sopravvissuti, sono arrivato in quei paesi subito dopo la notizia che mi ha aggiunta a Roma della catastrofe. Sono partito ieri sera e viene a distanza di 48 ore e non erano ancora giunti in quei paesi gli aiuti necessari. E’ vero io sono stata avvicinato da abitanti delle zone terremotate è stato da loro manifestata la disperazione e loro dolore, ma anche la loro rabbia, non è vero come qualcuno ha scritto che si siano scagliati contro di me, anzi sono stato circondato da affetto da comprensione umana, ma questo non conta. Questo te l’ho potuto constatare, non vi sono stati i soccorsi immediati che avrebbero dovuto esserci ancora dalle macerie si levavano tieniti grida di disperazione dissapori e superstiti, presi di rabbia, mi dicevano ma noi non abbiamo gli attrezzi necessari per poter salvare questi nostri congiunti, liberarli dalle macerie. Io ricordo anche queste scene di una bambina che mi si è avvicinato disperata mi si è già tanto al collo e mi ha detto piangendo che aveva perduto sua madre, suo padre, i suoi fratelli. Una donna disperata e piangente che mi ha detto io ho perduto mio marito e i miei figli. E i superstiti che lì vagavano tra queste rovine, impotenti a recare aiuto a coloro che sotto le rovine ancora vi erano. Bene, io allora in quel momento mi sono chiesto, come mi chiedo adesso (…)”.
E cosa avvenne nelle comunità locali in quel periodo? Le discussioni furono numerose, i partiti con le loro sezioni affrontarono la tematica in lungo e in largo, le giunte si adoperavano e noi in questo momento, abbiamo, grazie al lavoro del Senatore Gianni Pittella potuto appropriarci di due documenti segnanti per l’epoca: il dibattito del consiglio comunale lauriota dell’epoca e la proposta di legge regionale del 1983 sulla protezione civile a firma Pittella. Il Senatore Gianni Pittella all’epoca del sisma era capogruppo del PSI in seno al consiglio comunale e consigliere regionale nelle fila dei socialisti.
Delibera di consiglio comunale di Lauria tenutasi a dicembre 1980 subito dopo il sisma che scosse e fece tremare l’intero Mezzogiorno d’Italia. Il pdf scannerizzato con atti e provvedimenti presi in seno al consiglio comunale di Lauria del 12 dicembre 1980. ConsiglioLauria_postSisma1980
In occasione del terzo anniversario del sisma del 23 novembre 80, si è ritenuto di dover offrire una concreta testimonianza di impegno sui problemi della difesa della nostra popolazione dai purtroppo frequenti eventi calamitosi, attraverso, l’unito disegno di legge (…) Proposta di legge presentata per il Consiglio Regionale di Basilicata: pdlBAS_269-83
Oggi, come anticipato, il “fate presto” è l’intero Mezzogiorno che lo sta attendendo, ma è forse è il caso d’invertire il senso: dobbiamo iniziare a pretenderlo con i fatti, le azioni, la meritocrazia. Il tempo delle buone parole forse è terminato.. ognuno di noi si chieda che tempo vuole vivere e che tempo lasciare alle future generazioni a partire dalla sanità, dal post covid, all’istruzione, alla rivoluzione ecologica, alla mobilità,… “facciamo presto!”











































