SLA, Araneo e Verri (M5S): “Ripristinare subito il Fondo regionale. Le famiglie lucane non possono essere lasciate sole”

POTENZA – Le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Alessia Araneo e Viviana Verri, esprimono “pieno sostegno all’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica (AISLA) e alle oltre 50 famiglie lucane colpite dalla SLA”, che nei prossimi giorni daranno vita a una mobilitazione “per rompere il muro di silenzio e la condanna alla solitudine” in cui rischiano di essere abbandonate.

Secondo Araneo e Verri, “il mancato ripristino del Fondo regionale SLA, il blocco degli assegni di cura o la loro riduzione a 500 euro non rappresentano semplici ritardi burocratici, ma una precisa scelta politica e istituzionale. Si è deciso di lasciare famiglie fragili senza un supporto vitale, compiendo un passo indietro anche con il nuovo bando per l’assistenza e l’approvvigionamento di farmaci e integratori”.

Le esponenti pentastellate denunciano che il provvedimento “subordina l’accesso ai supporti essenziali al reddito familiare e impone una pesante rendicontazione delle spese per l’assistenza domiciliare, aggravando ulteriormente la burocrazia a carico di cittadini già provati dalla malattia. In questo modo, la lotta per la vita si trasforma in una battaglia umiliante contro gli ostacoli amministrativi”.

Non è accettabile che le persone più vulnerabili debbano scendere in piazza per difendere i propri diritti fondamentali – affermano Araneo e Verri –. Per questo saremo al fianco delle famiglie nella manifestazione pacifica del 7 novembre a Potenza, non solo per solidarietà, ma per chiedere alla Giunta regionale di assumersi la propria responsabilità politica”.

Le consigliere chiedono infine al presidente Bardi e all’assessore Latronico di “intervenire immediatamente per ripristinare il Fondo SLA con risorse stabili e adeguate, e di ritirare o modificare sostanzialmente il nuovo bando, che rappresenta una burocratizzazione disumana e umiliante”.

Le famiglie lucane meritano risposte concrete – concludono –. La Regione Basilicata agisca ora. Non lasciamo indietro chi lotta per vivere.”

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